Nel passato giudiziario di Mario Roggero, il gioielliere condannato a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori e ferito il terzo, c‘è un altro episodio violento, risalente al 2005 e richiamato nelle sentenze sul caso di Grinzane Cavour: il pestaggio e le minacce contro l’allora fidanzato della figlia e i suoi genitori.
Il precedente del 2005
Secondo quanto ricostruito negli atti, il 17 dicembre 2005 Roggero intervenne dopo essere stato chiamato dalla figlia, che aveva chiesto aiuto perché il fidanzato l’aveva lasciata in strada dopo una lite. Durante il diverbio, il ragazzo l’avrebbe anche schiaffeggiata.
Una volta rientrato a casa, il giovane sentì suonare al citofono. Secondo il suo racconto, Roggero lo insultò chiamandolo «bastardo», poi lo spinse e lo colpì con pugni al volto. Quando arrivarono i genitori del ragazzo, il gioielliere estrasse una pistola e minacciò tutti e tre.
Il patteggiamento
La vicenda si concluse nel 2007 davanti al Tribunale di Alba, dove Roggero concordò una pena di due mesi di reclusione, sostituita con una multa da 2.280 euro, per ingiurie e minacce aggravate dall’uso di un’arma.
Il precedente è stato citato sia nella sentenza della Corte d’Assise di Asti sia nelle motivazioni della Corte d’Appello di Torino, ora confermata dalla Cassazione. I magistrati hanno osservato che «la modalità impulsiva di reazione agli eventi fosse presente anche nel passato». Un passaggio che contribuisce a inquadrare il comportamento di Roggero non come un caso isolato, ma dentro una storia personale già segnata da reazioni violente e dall’uso di armi in contesti di conflitto.
La condanna per i fatti del 2021
Il precedente torna d’attualità dopo la condanna definitiva per i fatti del 28 aprile 2021. Quel giorno tre uomini entrarono nella gioielleria di Roggero, minacciando lui, la moglie e la figlia. Terminata la rapina, i banditi uscirono dal retro per fuggire in auto. Roggero li inseguì nel parcheggio e sparò contro di loro, uccidendone due e ferendone uno. Non sussistendo i requisiti della legittima difesa, Roggero è stato condannato in tutti i tre gradi di giudizio.
«Affetto da un disturbo post traumatico da stress in seguito alla precedente rapina del 2015», si legge nelle motivazioni, il gioielliera si era convinto «di dover agire da solo, posto che le autorità a ciò deputate non avevano svolto in modo adeguato il loro compito a seguito di quella rapina».
Seguite La Sintesi sui nostri social!
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()





