giovedì 13 Agosto 2026

L’ennesima ingerenza di Musk in Italia: ora difende il gioielliere e attacca le toghe

L’imprenditore critica i giudici sul caso Roggero. Come avvenuto in passato sul processo «Open Arms» e sulla gestione dei Cpr in Albania

Di Maria Vittoria Ciocci
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Il magnate Elon Musk ha commentato su X la condanna a 14 anni e 9 mesi di reclusione per Mario Roggero: «Si tratta di una follia! Il giudice e il pubblico ministero in questo caso sono coloro che meritano questa condanna». È la risposta a un utente che, su un pubblicato sull’account dell’imprenditore, esprimeva disapprovazione per la sentenza emessa dalla Corte di Cassazione.

Non è la prima volta che il di Tesla punta il mirino contro la giustizia , con il tacito – altre volte palese – consenso degli esponenti del centrodestra.

Primavera 2024, Elon Musk interviene sul processo «Open Arms» che vede coinvolto il vicepremier . Nel 2019, quando ricopriva il ruolo di ministro dell’, il segretario della Lega impedì a 147 migranti di sbarcare a Lampedusa per diversi giorni. La Procura di Palermo aveva chiesto una condanna a 6 anni di reclusione per i di sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio. Il 20 dicembre 2024 il vicepremier è assolto dal Tribunale. Il fondatore di Tesla aveva commentato: «È scandaloso che sia sotto processo per aver fatto rispettare la legge!». E Salvini aveva risposto: «Ha ragione».

Dopodiché, nel novembre dello stesso anno, Musk ha commentato la decisione del Tribunale di di non convalidare il fermo per alcuni migranti nei centri in Albania: «Questi giudici se ne devono andare», aveva scritto, «Questo è inaccettabile. Il italiano vive in una democrazia o le decisioni sono prese da un’autocrazia non eletta?». Parole che avevano spinto persino la più alta carica dello Stato, il presidente della Repubblica , a intervenire: «L’Italia è un grande Paese democratico, che sa badare a se stessa nel rispetto della sua Costituzione. Chiunque deve rispettarne la sovranità e non può attribuirsi il compito di impartirle prescrizioni».

Un ammonimento che, evidentemente, non è servito. Ora, infatti, è toccato al caso Roggero. Un’altra occasione per delegittimare il lavoro della magistratura italiana.

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