domenica 27 Settembre 2026

L’ennesima ingerenza di Musk in Italia: ora difende il gioielliere e attacca le toghe

L’imprenditore critica i giudici sul caso Roggero. Come avvenuto in passato sul processo «Open Arms» e sulla gestione dei Cpr in Albania

Di Maria Vittoria Ciocci
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Il magnate Elon Musk ha commentato su X la condanna a 14 anni e 9 mesi di reclusione per Mario Roggero: «Si tratta di una follia! Il e il ministero in questo caso sono coloro che meritano questa condanna». È la risposta a un utente che, su un post pubblicato sull’account dell’imprenditore, esprimeva disapprovazione per la emessa dalla Corte di Cassazione.

Non è la prima volta che il di Tesla punta il mirino contro la giustizia italiana, con il tacito – altre volte palese – consenso degli esponenti del centrodestra.

Primavera 2024, Elon Musk interviene sul processo «» che vede coinvolto il vicepremier Matteo Salvini. Nel 2019, quando ricopriva il ruolo di ministro dell’Interno, il segretario della Lega impedì a 147 migranti di sbarcare a per diversi giorni. La Procura di Palermo aveva chiesto una condanna a 6 anni di reclusione per i reati di sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio. Il 20 dicembre 2024 il vicepremier è stato assolto dal Tribunale. Il fondatore di Tesla aveva commentato: «È scandaloso che sia sotto processo per aver fatto rispettare la !». E Salvini aveva risposto: «Ha ragione».

Dopodiché, nel novembre dello stesso anno, Musk ha commentato la decisione del Tribunale di Roma di non convalidare il fermo per alcuni migranti nei centri in Albania: «Questi giudici se ne devono andare», aveva scritto, «Questo è inaccettabile. Il popolo italiano vive in una democrazia o le decisioni sono prese da un’autocrazia non eletta?». Parole che avevano spinto persino la più alta carica dello Stato, il presidente della Sergio Mattarella, a intervenire: «L’ è un grande Paese democratico, che sa badare a se stessa nel rispetto della sua Costituzione. Chiunque deve rispettarne la sovranità e non può attribuirsi il compito di impartirle prescrizioni».

Un ammonimento che, evidentemente, non è servito. Ora, infatti, è toccato al caso Roggero. Un’altra occasione per delegittimare il lavoro della magistratura italiana.

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