mercoledì 6 Maggio 2026

A Vigevano due candidati musulmani con la Lega: bufera nel partito e scontro con Salvini

Manifesti in arabo e richiami religiosi scuotono la base del Carroccio: i vertici nazionali non appoggiano la scelta locale

Da Alessio Matta
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Un caso locale che diventa subito nazionale e mette in difficoltà la linea del partito. A Vigevano, in Lombardia, la Lega si trova al centro di una polemica che tocca identità, strategia e consenso.

Nella lista per le prossime elezioni comunali compaiono infatti due candidati musulmani: Ibrahim Hussein, portavoce del centro islamico cittadino, e Hagar Haggag, studentessa di Scienze politiche che indossa il velo. Una scelta che avrebbe fatto poco rumore in altri schieramenti, ma che nella Lega ha acceso uno scontro interno. A pesare sono anche i toni della campagna: manifesti in arabo e riferimenti ad Allah che hanno spiazzato molti militanti.

I vertici regionali parlano di iniziativa locale. Andrea Monti, responsabile regionale degli enti locali, prova a chiudere il caso: la posizione del partito sull’Islam politico resta chiara e questa candidatura va in direzione opposta. Ancora più netto il segretario Matteo Salvini, che prende le distanze: “No ai fanatici, chi inneggia Allah non ha nulla a che fare con noi”.

Il problema, però, resta. Le liste sono chiuse e non si può tornare indietro. Intanto la vicenda arriva nel mezzo di una campagna elettorale già complicata, con il centrodestra diviso e Forza Italia schierata su un candidato diverso rispetto a Lega, Fratelli d’Italia e Noi moderati. Sul fondo c’è anche una realtà locale ben precisa. A Vigevano la comunità islamica è numerosa e organizzata. Un bacino di voti che può fare la differenza. Ed è proprio qui che nasce il sospetto: più che una scelta politica, una mossa di convenienza. Una scommessa che ora rischia di trasformarsi in un boomerang per il Carroccio.

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