Il governo si muove sul fronte energetico. Con un decreto lampo approvato in un Consiglio dei ministri durato appena venti minuti, l’esecutivo ha deciso di prolungare il taglio delle accise sui carburanti fino al primo maggio. Una mossa che punta a contenere i prezzi alla pompa in una fase segnata da tensioni internazionali e rincari energetici, ma che non convince tutti.
Lo sconto resta quello già in vigore: 20 centesimi al litro sulle accise, che diventano 24,4 centesimi grazie al calo dell’Iva. La misura sarebbe scaduta il 7 aprile, ma ora viene estesa per un altro mese. Il costo dell’operazione è stimato in circa 500 milioni di euro. Una parte delle risorse arriva dall’aumento del gettito Iva, il resto dai fondi legati al sistema europeo sulle emissioni.
Nel decreto trovano spazio anche altri interventi. Vengono confermati i crediti d’imposta sul gasolio per camion e pescherecci, pari al 20%, e il beneficio viene allargato al settore agricolo. Inseriti anche aiuti per le aziende esportatrici colpite dalla crisi legata alla guerra in Iran, che pesa sui costi dell’energia e sulle catene commerciali.
Le associazioni dei consumatori restano scettiche. Secondo molte sigle, lo sconto è troppo basso e viene assorbito dai continui rincari. Critiche arrivano anche dal settore del trasporto passeggeri, che segnala l’assenza di misure per i pullman turistici.
Più favorevoli gli agricoltori, che vedono nel credito d’imposta un aiuto concreto per affrontare la stagione delle semine. Anche in questo caso, però, il giudizio resta prudente: per reggere davvero l’impatto dei costi servono interventi più ampi e di durata maggiore.
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