Giorgia Meloni torna al Tg1 dopo il fallimento del referendum e si affretta a negare possibili rimpasti: “Che il Governo va avanti io l’ho detto un minuto dopo l’esito del referendum. Il giorno dopo eravamo al lavoro perché non abbiamo tempo da perdere. A me divertono le ricostruzioni su dimissioni, rimpasti”.
La Premier, nonostante le dimissioni di Delmastro e Santanchè, nonostante i posti vacanti al Governo, e la pendenza del caso Piantedosi, non vuole fare passi indietro. Al contrario sminuisce le condizioni di evidente indebolimento dell’esecutivo parlando di “alchimie di palazzo che non interessano nessuno”.
La frecciatina alle opposizioni: “Criticano dal divano, noi risolviamo i problemi”
La Presidente del Consiglio ha poi affrontato il tema della crisi energetica, senza però proporre soluzioni strutturali per proteggere le imprese: “Altri 500 milioni di euro destinati a prorogare fino al 1.º maggio il taglio di 0,25€ del costo del carburante. Abbiamo anche ampliato la misura precedente con provvedimenti a favore degli agricoltori e delle aziende”.
E non è mancata la frecciatina alle opposizioni: “L’opposizione chiaramente fa il suo lavoro, però si trova anche nella fortunata posizione di chi può criticare comodamente seduto sul divano, perché sono altri che devono risolvere i problemi e noi lo facciamo.
Il rapporto con gli Usa? “Quando non siamo d’accordo dobbiamo dirlo”
La Presidente del Consiglio ha anche chiarito il rapporto con gli Stati Uniti e ha rivendicato la decisione presa su Sigonella: “Io continuo a ritenere che sul piano geopolitico l’Europa non abbia molto da guadagnare da una divaricazione con gli Stati Uniti. Però il nostro lavoro è soprattutto quello di difendere i nostri interessi nazionali e quando non siamo d’accordo dobbiamo dirlo e stavolta noi non siamo d’accordo”.
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