A distanza di quasi vent’anni dall’omicidio di Meredith Kercher, uno dei casi giudiziari più discussi della cronaca italiana torna al centro dell’attenzione. A riaccendere il confronto non arriva una nuova svolta processuale, ma uno spettacolo teatrale ideato da Amanda Knox, la cittadina americana che venne coinvolta nelle indagini e che, dopo un lungo e complesso iter giudiziario, ottenne l’assoluzione definitiva nel 2015. La produzione debutterà nei prossimi giorni al Fringe Festival di Edimburgo e ha già provocato una dura reazione da parte della famiglia della giovane britannica assassinata a Perugia nel novembre del 2007.
Amanda Knox, oggi trentanovenne e residente negli Stati Uniti, ha spiegato di voler utilizzare il teatro per raccontare ai propri figli ciò che ha vissuto durante gli anni dell’inchiesta e dei processi. Le sue dichiarazioni, però, hanno suscitato indignazione tra i familiari di Meredith Kercher, che ritengono lo spettacolo un’iniziativa capace di riaprire una ferita mai rimarginata. Il contrasto tra le due posizioni ha riportato sotto i riflettori una vicenda che continua a dividere l’opinione pubblica anche molti anni dopo la conclusione definitiva del procedimento giudiziario.
Il debutto di “Cartwheel” al Fringe Festival
Lo spettacolo porta il titolo “Cartwheel”, termine inglese che significa “capriola”. Secondo quanto raccontato dalla stessa Amanda Knox, il lavoro teatrale ripercorre il periodo iniziato con il suo arresto in Italia e affronta le conseguenze personali e mediatiche della lunga battaglia giudiziaria. Knox ha spiegato che l’opera utilizza anche l’ironia per raccontare il modo in cui venne rappresentata dall’opinione pubblica e dai media durante gli anni delle indagini.
Nel presentare il progetto, Amanda Knox ha precisato di non voler trasformare il delitto in un argomento comico. “Faccio battute sul modo in cui sono stata demonizzata ma non scherzo sul delitto che resta per me una linea invalicabile”, ha dichiarato. Knox ha inoltre sostenuto che “Credo che Meredith apprezzerebbe questo mio spettacolo comico, lei era una ragazza intelligente e raffinata ma era anche divertente e giocherellona. Ascoltavamo musica insieme e uscivamo a ballare. Le piaceva divertirsi”, ricordando il periodo in cui le due condividevano l’appartamento a Perugia.
La dura reazione della famiglia Kercher
Le parole di Amanda Knox non hanno trovato alcuna apertura da parte della famiglia di Meredith Kercher. I fratelli della giovane, insieme all’avvocato Francesco Maresca, hanno espresso profondo sdegno per la scelta di trasformare quella vicenda in uno spettacolo teatrale. Per i familiari, l’iniziativa rappresenta un nuovo episodio destinato a riportare all’attenzione pubblica una tragedia che continua a provocare sofferenza.
“È l’ennesima iniziativa inopportuna lesiva della memoria di Meredith. Sono allibito, così come sono allibiti i familiari di questa povera ragazza che hanno affrontato la loro tragedia in modo estremamente dignitoso. Amanda Knox invece da quasi vent’anni cavalca questa storia dolorosa e ciclicamente inventa qualcosa che serve solo a riaprire la ferita”, ha dichiarato Francesco Maresca, riportando il pensiero della famiglia della vittima.
La nuova serie televisiva sulla vicenda giudiziaria
Parallelamente allo spettacolo teatrale, Amanda Knox ha partecipato anche alla realizzazione di una serie televisiva in otto episodi dedicata alla propria esperienza processuale. Il progetto vede coinvolti il marito della stessa Knox e Monica Lewinsky, nota per il caso che coinvolse la Casa Bianca negli anni Novanta. L’obiettivo dichiarato consiste nel raccontare la versione dei fatti vissuta dall’ex imputata durante il lungo percorso giudiziario che ha segnato la sua vita.
Nel corso delle recenti dichiarazioni, Amanda Knox ha affermato di non aver mai avuto l’opportunità di confrontarsi con i familiari di Meredith Kercher e di desiderare un dialogo con loro. “Non ho mai avuto la possibilità di parlare con i familiari di Meredith. Loro credono che io sia colpevole, a me piacerebbe avere un dialogo con loro”, ha spiegato. La risposta dell’avvocato Francesco Maresca è arrivata in modo netto: “Non ci sarà mai alcun dialogo”, chiarendo la posizione della famiglia Kercher.
Il lungo percorso giudiziario
L’omicidio di Meredith Kercher avvenne a Perugia nel novembre del 2007. Le indagini portarono all’arresto di Amanda Knox e dell’allora fidanzato Raffaele Sollecito, accusati di aver partecipato al delitto. In primo grado i due ricevettero condanne rispettivamente a 26 e 25 anni di reclusione. Successivamente arrivarono l’assoluzione in Appello e la scarcerazione, ma la Corte di Cassazione dispose un nuovo processo davanti alla Corte d’Appello di Firenze, che pronunciò una nuova condanna.
Nel 2015 la Corte di Cassazione pose definitivamente fine al procedimento nei confronti di Amanda Knox e Raffaele Sollecito, pronunciando l’assoluzione per insufficienza di prove e richiamando i numerosi errori emersi durante le indagini. Per l’omicidio di Meredith Kercher l’unico condannato in via definitiva resta Rudy Guede, riconosciuto colpevole di omicidio e violenza sessuale in concorso con ignoti. Guede ha scontato una pena di sedici anni di reclusione e ha terminato l’esecuzione della condanna nel 2021.
La scelta di portare questa vicenda sul palcoscenico dimostra come il caso continui a suscitare reazioni profonde anche a distanza di molti anni. Da una parte Amanda Knox rivendica il diritto di raccontare pubblicamente la propria esperienza personale e giudiziaria; dall’altra la famiglia di Meredith Kercher considera qualsiasi nuova iniziativa legata a quella tragedia un’ulteriore fonte di sofferenza. Il debutto dello spettacolo al Fringe Festival di Edimburgo riporta così al centro del dibattito una storia che continua a segnare profondamente tutte le persone coinvolte.
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