La rottura nei rapporti tra Donald Trump e Giorgia Meloni avrà conseguenze sul nostro Paese. È questa la tesi di Steve Bannon, stratega del primo mandato presidenziale di Donald Trump e ideologo del movimento Maga. In un’intervista a Repubblica, l’ex consigliere ha chiarito che l’attacco del Presidente Usa non rispecchia solo una sua visione, ma una convinzione che ormai si è stratificata negli Stati Uniti: la Presidente del Consiglio non è più un alleato affidabile.
“Le azioni nocive e dannose di Meloni contro l’America non verranno dimenticate presto”, ha sentenziato, lasciando intendere che l’amministrazione Trump potrebbe decidere di ripagare l’Italia con conseguenze che colpiranno l’economia e i suoi dossier strategici.
Bannon: “Solo Meloni credeva di essere un ponte tra Usa e Ue”
Il divieto di atterraggio agli aerei statunitensi a Sigonella, poi le critiche per il tentativo di conquista della Groenlandia e infine il rifiuto di inviare navi e caccia per liberare lo Stretto di Hormuz dal controllo iraniano avrebbero convinto Washington che Meloni non è mai stata un “ponte” tra gli Usa e l’Ue.
“Questa era una fantasia costruita da lei stessa”, ha criticato Bannon, evidenziando che le contraddizioni e l’ambiguità di Meloni sono osservabili anche nel suo ruolo in Europa. L’ideologo Maga ha ricordato che finora la leader di FdI ha cercato di “tenere il piede in due scarpe”, tentando di accontentare l’amministrazione Trump e di evitare anche uno strappo con l’Unione europea di Ursula von der Leyen.
Bannon: “Non rompe con l’Ue perché le servono i soldi”
“Era fantastica, ma ormai è una globalista totale”, ha sostenuto Bannon, chiarendo che Meloni non ha voluto rompere con l’Ue perché “le servivano i soldi” e con la Nato per continuare ad avere una difesa efficace. “Ma quando si tratta di mandare finanziamenti e truppe cambia la canzone“, ha continuato l’ex stratega, facendo riferimento all’assenza della Presidente del Consiglio dal tavolo dei Volenterosi.
Proprio questa inaffidabilità avrebbe portato gli Usa a “non prenderla più seriamente”. Lo stesso Bannon era inizialmente vicino all’ideologia di Meloni, che aveva convinto l’amministrazione Trump di poter essere un veicolo per portare il movimento Maga in Europa. Un obiettivo mai raggiunto, proprio per evitare di restare isolata in Europa. L’ex consigliere di Trump era stato ospite di Atreju, la festa dei giovani di destra organizzata da FdI, ma ha progressivamente preso le distanze da Meloni, convinto che la sua vicinanza fosse solo una facciata per impedire il distacco da Washington.
Leggi anche: Meloni sfila a sorpresa con gli alpini in Triveneto: la mossa identitaria dopo le critiche di Trump
Seguite La Sintesi sui nostri social!





