Nei prossimi mesi potrebbe arrivare una stangata sui prezzi dei farmaci. L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) è al lavoro sulla revisione del Prontuario farmaceutico, ovvero l’elenco dei farmaci che sono a carico del Sistema sanitario nazionale, per rispondere alla crisi delle casse dello Stato generata dall’aumento dell’acquisto di medicinali da parte della popolazione.
L’ipotesi al vaglio è quella di fissare il prezzo di riferimento dei medicinali rimborsati a brevetto scaduto non più tra quelli con lo stesso principio attivo, ma tra quelli con il principio attivo più economico all’interno dello stesso raggruppamento terapeutico. Una mossa che avrebbe ripercussioni sia sulle case farmaceutiche sia sulle tasche dei cittadini.
I rischi del taglio ai rimborsi dei farmaci
La stima è che le prime dovrebbero operare un taglio dei costi oscillante tra il 30% e il 40% del totale, così da poter produrre farmaci che siano competitivi e soprattutto rimborsati dal Ssn. Nel caso in cui questo non fosse possibile, anche in considerazione dell’aumento dei costi di produzione legato ai rincari delle materie prime e dell’energia, i cittadini potrebbero essere costretti a rinunciare a un farmaco finora utilizzato perché divenuto troppo costoso, in favore di uno con principio attivo diverso ma completamente rimborsato.
Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, osserva con un certo scetticismo la proposta dell’Aifa, a cui vorrebbe chiedere ulteriori chiarimenti nei prossimi giorni. Il taglio dei rimborsi, infatti, riguarderebbe anche medicinali utilizzati per trattare i problemi cardiovascolari e patologie come il diabete. Una serie di malattie che se non adeguatamente trattate possono comportare gravi ripercussioni.
Senza campagne di prevenzione la situazione peggiorerà
Questa modifica potrebbe quindi rivelarsi un rischio non trascurabile per una popolazione già oberata dai rincari. C’è però da considerare che quello dei farmaci è un settore in cui la domanda cresce di anno in anno, di pari passo con l’invecchiamento della popolazione. Secondo l’ultimo report di monitoraggio dell’Aifa, infatti, nel 2025 la spesa ammontava a 23,131 miliardi, ovvero il 7,2% in più rispetto al 2024.
Una situazione generata dalla mancanza di programmazione dei governi. L’aumento della speranza di vita, se non accompagnato da un’adeguata campagna di prevenzione, significa anche un aumento impressionante delle malattie croniche tra i cittadini. Una crisi che si risolve rivolgendosi ai farmaci, per la maggior parte pagati tramite il Sistema sanitario nazionale. Lo stesso che vive una fase emergenziale senza precedenti.
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