domenica 7 Giugno 2026
Elezioni

Ballottaggi: il peso decisivo di centristi, vannacciani e civici

A Vigevano i voti di Futuro Nazionale orientano la sfida, mentre nel resto dei Comuni al voto le liste civiche e il centro diventano l'ago della bilancia per l'elezione dei sindaci

Da Laura Laurenzi
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Domenica 7 e lunedì 8 giugno in 41 Comuni italiani non si sceglierà solo il nuovo sindaco e la giunta comunale, ma si procederà a un vero e proprio test elettorale. I ballottaggi – soprattutto nei capoluoghi di Agrigento, Arezzo, Chieti, Lecco, Macerata, Trani – dimostreranno il reale peso dei partiti di centro, dei candidati civici e anche del neo partito di Roberto Vannacci, Futuro Nazionale, all’interno del parterre politico italiano.

Come dimostrano i sondaggi attuali, la vittoria alle prossime elezioni politiche potrebbe essere decisa proprio dai partiti moderati e soprattutto meno blasonati. Sebbene si riconosca la differenza abissale tra un voto locale e uno nazionale, questo secondo turno rappresenterà un buon banco di prova per comprendere in che modo stanno cambiando le intenzioni di voto della popolazione.

I vannacciani pesano su Vigevano

Un caso degno di nota è quello di Vigevano, dove proprio Futuro Nazionale potrebbe essere l’ago della bilancia del voto. Per la prima volta al ballottaggio non sarà presente un candidato sostenuto dalla Lega. Si sfideranno invece Rossella Buratti per il centrosinistra, Paolo Previde Massara per Forza Italia e una lista civica. Il candidato supportato dai vannacciani, Furio Suvilla, ha sfiorato il 14% al primo turno, per cui il voto di questi elettori sarà fondamentale per decretare il nuovo primo cittadino.

Ad Agrigento la sfida è tra Michele Sodano per il centrosinistra e Dino Alonge per FI, FdI, Udc e autonomisti. Al primo turno Sodano aveva ottenuto il 39,1% e Alonge il 34,7%, per cui al ballottaggio potrebbero fare la differenza gli elettori del terzo candidato, Luigi Gentile, sostenuto da Lega e Dc. I centristi peseranno anche nella scelta del sindaco di Arezzo, dove i cittadini saranno chiamati a scegliere tra Marcello Comanducci del centrodestra e Vincenzo Ceccarelli del centrosinistra. Il primo è in vantaggio dell’11,45% rispetto al secondo, per cui il voto decisivo sarà decretato dal 20% degli aventi diritto che al primo turno aveva scelto Marco Donati, candidato sostenuto anche da Azione.

Il ruolo dei centristi nei ballottaggi

A Chieti la scelta è tra Giovanni Legnini, candidato del centrosinistra in vantaggio con il 47,2% e Cristiano Sicari, sostenuto da tutte le forze di maggioranza tranne la Lega. In questo caso potrebbe essere decisiva la scelta di Sicari di trovare un accordo con le liste che al primo turno hanno sostenuto Mario Colantonio (16,64%), tra cui quella leghista. Il candidato di centrodestra ha stretto un’intesa anche con le liste centriste che hanno supportato Alessandro Carbone.

A Lecco c’è l’incognita delle decisioni degli elettori del movimento civico e di Patto per il Nord. In entrambi i casi, i partiti hanno lasciato libertà di scelta agli aventi diritto che dovranno scegliere tra il sindaco di centrosinistra uscente Mauro Gattinoni, che al primo turno aveva ottenuto il 42,53%, e il candidato del centrodestra Filippo Boscagli che è avanti con il 48,65%. A Macerata torneranno alle urne il sindaco uscente del centrodestra, Sandro Parcaroli, e lo sfidante di centrosinistra Gianluca Tittarelli, che è concentrato nella creazione di un’intesa con i cattolici e la lista Officina delle Idee, che al primo turno ha ottenuto quasi il 4% dei consensi.

Infine, a Trani si sfidano Marco Galiano, sostenuto al primo turno dal Pd ma non dal M5S, e Angelo Guarriello per il centrodestra. I due candidati hanno deciso di non cercare nuove alleanze, per cui sarà decisivo il voto di coloro che al primo turno avevano favorito altri candidati. Solo al termine di questa seconda tornata elettorale, sarà davvero possibile tirare le fila di queste elezioni amministrative.

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