Il racconto di Marco Poggi a Quarto Grado
A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il fratello Marco Poggi ha deciso di intervenire pubblicamente per la prima volta in un’intervista rilasciata alla trasmissione televisiva Quarto Grado, in onda nella serata di venerdì 5 giugno. Alcuni passaggi dell’intervento sono già circolati attraverso le anticipazioni diffuse sui social network del programma.
Nel corso dell’intervista, Marco Poggi ha espresso tutto il proprio disagio per quanto accaduto nell’ultimo anno attorno alla nuova inchiesta sul delitto di Garlasco. “Mi sono sempre creato una bolla”, ha raccontato, spiegando come abbia cercato di proteggersi dalle numerose polemiche e dalle ricostruzioni emerse nel dibattito pubblico.
Il fratello della vittima ha poi aggiunto parole molto dure: “Si è detto di tutto in quest’anno, si è detto di tutto. Si è giocato per un anno sulla morte e sulla vita di Chiara”. Un’affermazione che evidenzia il profondo dolore provato dalla famiglia davanti alle continue discussioni e alle ipotesi formulate sul caso.
Le accuse ricevute e le critiche alle indagini
Durante il colloquio televisivo, Marco Poggi ha ricordato anche le accuse che lo hanno coinvolto personalmente nel corso degli ultimi mesi. “Essere accusato di essere coinvolto nell’omicidio di Chiara…”, ha dichiarato, riferendosi alle numerose ricostruzioni che hanno alimentato sospetti e polemiche.
Secondo Marco, chi conduceva gli approfondimenti investigativi avrebbe potuto ridimensionare alcune piste che hanno trovato spazio nel dibattito pubblico. “Chi indagava poteva benissimo smorzare alcune piste”, ha affermato nell’intervista.
Il fratello di Chiara Poggi ha inoltre spiegato che gli aspetti più dolorosi di questa vicenda non riguardano soltanto la sua persona. “Le cose che mi hanno ferito di più alla fine sono quelle che riguardano Chiara e il voler rovinare un po’ il suo ricordo”, ha detto, sottolineando quanto tenga alla memoria della sorella e alla tutela della sua immagine.
La nuova inchiesta e la posizione di Andrea Sempio
Le dichiarazioni di Marco Poggi arrivano mentre la Procura di Pavia ha concluso la nuova fase investigativa sul caso Garlasco. L’inchiesta vede come indagato Andrea Sempio, amico storico di Marco Poggi, mentre Alberto Stasi resta l’unica persona condannata in via definitiva per l’omicidio.
Nel corso dell’ultimo anno e poco più, gli investigatori hanno ascoltato Marco Poggi per tre volte. Negli atti della chiusura delle indagini, gli inquirenti contestano al fratello della vittima un atteggiamento ritenuto ostile nei confronti della nuova attività investigativa. Inoltre, gli investigatori rilevano alcune differenze tra le dichiarazioni rese recentemente e quelle fornite nel 2007, oltre a una costante difesa dell’amico Andrea Sempio.
La difesa dell’amico e il presunto movente
Anche nell’ultima testimonianza, resa il 6 maggio scorso, Marco Poggi ha ribadito la propria convinzione sull’estraneità di Andrea Sempio all’omicidio della sorella. Secondo il suo racconto, l’amico non avrebbe mai avuto alcun rapporto con Chiara Poggi.
Marco ha inoltre escluso di aver mai visionato insieme a Sempio video intimi che riguardavano Chiara Poggi e Alberto Stasi. Questo elemento assume particolare rilevanza perché la Procura di Pavia e i carabinieri del Nucleo investigativo di Milano individuano proprio in quella presunta visione il possibile movente del delitto.
Secondo l’ipotesi investigativa, infatti, quei contenuti avrebbero alimentato una presunta ossessione di Andrea Sempio nei confronti della ventiseienne, fino a sfociare nell’omicidio. Una ricostruzione che Marco Poggi continua però a respingere con decisione, confermando la propria fiducia nell’amico e ribadendo la convinzione che non possa essere stato lui a uccidere Chiara Poggi.
A cura di Sharon Costa
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