lunedì 15 Giugno 2026

Chiede il permesso di soggiorno ai calciatori: bufera sull’arbitro nel padovano

Il controllo è avvenuto durante il riconoscimento dei giocatori. Il club San Precario si dice ''allibito'' e la Figc avvia un'indagine interna

Da Silvia Forconi
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Tutto è accaduto domenica scorsa nello spogliatoio, quando l’arbitro, invece di limitarsi a richiedere i documenti d’identità previsti dal protocollo, ha chiesto della squadra ospite di esibire i di due calciatori.

In 18 anni non mi era mai capitato, è discriminatorio”, ha dichiarato Roberto Mastellaro, presidente della Polisportiva San Precario. A rendere ancora più assurda la situazione è stata la presenza in squadra di un altro calciatore extracomunitario (con doppio passaporto inglese e slovacco), al quale però non è stato chiesto nulla, a differenza dei due compagni di origine africana.

“L’arbitro non è un ufficiale giudiziario”

Tarcisio Serena, presidente dell‘Aia , si è espresso da subito a nome dei vertici arbitrali: ”Nessun permesso di deve essere mai richiesto dall’arbitro. Non è un ufficiale giudiziario”. Serena ha ricordato che per il riconoscimento sono necessari solo un documento d’identità, oppure un passaporto o un tesserino della Figc.

Anche il presidente della Figc della , Giuseppe Ruzza, ha avviato un approfondimento sulla vicenda dopo aver ricevuto la segnalazione formale della squadra ospite, confermata peraltro dai dirigenti della squadra di casa, rimasti a loro volta sorpresi dalla richiesta.

Per il San Precario, che da anni corre in campo con il motto “Chi ama lo odia il razzismo”, quello che è successo non è stata semplice leggerezza. Il presidente Mastellaro non nasconde la preoccupazione riguardo a un clima generale sempre più teso.  Ora bisognerà vedere cosa deciderà la Federazione, che dovrà valutare eventuali provvedimenti disciplinari nei confronti del direttore di , ma resta il che la questione abbia tutto il sapore di una discriminazione.

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