lunedì 28 Settembre 2026
Claudio Chiqui Tapia. EPA_Luciano Gonzalez

Chiesto l’arresto del presidente dell’AFA Claudio “Chiqui” Tapia

La procura di Santiago del Estero accusa i vertici federali di associazione illecita aggravata e riciclaggio. I fondi del calcio argentino sarebbero stati dirottati verso interessi personali

Di Giustino Marai
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

Un terremoto giudiziario scuote il calcio argentino. Il procuratore federale di Santiago del Estero ha chiesto l’arresto del dell’Afa, Claudio “Chiqui” Tapia, e del tesoriere Pablo Toviggino nell’ambito di un’inchiesta per riciclaggio. Una svolta che arriva mentre la federazione calcistica è già sotto pressione per altri procedimenti e a pochi mesi dal nordamericano, dove la albiceleste si presenterà da campione in carica.

La richiesta di arresto

Secondo il procuratore Pedro Simón, Tapia e Toviggino sarebbero coinvolti in un sistema di “ illecita aggravata e riciclaggio”, legato all’acquisto di beni nella provincia di Santiago del Estero. L’indagine, avviata nel dicembre 2025 dopo una denuncia anonima, punta a verificare se fondi del calcio argentino siano stati dirottati verso interessi personali attraverso una rete di società riconducibili agli indagati. Sotto la lente ci sono oltre 30 proprietà tra terreni, abitazioni, veicoli e investimenti finanziari. La procura ha chiesto e il sequestro dei beni, paventando anche il rischio di fuga. Ora la decisione spetta al giudice federale competente.
Dalla difesa, al momento, non sono ancora arrivate dichiarazioni ufficiali.

Il rinvio a giudizio per evasione fiscale

La richiesta di arresto si inserisce in un quadro le cui tinte sono già piuttosto fosche. Solo due settimane fa Tapia era stato rinviato a giudizio per evasione fiscale, insieme ad altri dirigenti della federazione, per un presunto mancato pagamento di imposte e contributi pari a circa 19 miliardi di pesos (quasi 12 milioni di euro). Secondo i giudici, il presidente dell’Afa avrebbe “agito intenzionalmente”, configurando il dolo.
Le accuse sono state respinte dai vertici federali, che parlano di una politica legata al progetto del presidente di riformare il sistema calcistico, attualmente basato su un costituito da società calcistiche senza scopo di lucro che Milei vorrebbe trasformare in società private.

Il mondiale alle porte

La posizione sempre più compromessa di Tapia mette in discussione la stabilità dell’Afa e apre interrogativi sul futuro della governance del calcio nel Paese. Lo scandalo arriva peraltro in un momento delicato per la nazionale argentina, che tra neanche due mesi si presenterà ai Mondiali in , Stati Uniti e Canada da campione in carica. Il rischio è che il clima di tensione ai vertici della federazione finisca per riflettersi anche sul campo e rovinare l’ultima grande calcistica alla quale prenderà parte Lionel Messi. Ma, la vittoria azzurra del 2006 ce lo insegna, lo scossone potrebbe anche sortire l’effetto contrario.

Seguite La Sintesi sui nostri social!

Facebook
Instagram
X
TikTok
Youtube

Potrebbe anche piacerti

errore: © Riproduzione riservata