domenica 7 Giugno 2026
Soldato delle Idf

Cisgiordania, le Idf uccidono un neonato di sette mesi in braccio alla madre

L'esercito ha fermato l'auto sulla quale viaggiava insieme alla sua famiglia. Il padre Fahed: "Non mi arrendo. Questo caso non può essere archiviato senza un'indagine"

Da Maria Vittoria Ciocci
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Sam Fahed Abu Haykal, un neonato di appena sette mesi, è stato ucciso da un proiettile delle Idf in Cisgiordania, nella zona di Tel Rumeida, a sud di Hebron. Si trovava in braccio alla madre, seduta sul sedile posteriore dell’auto sulla quale viaggiava. Insieme a loro, c’erano la nonna e il fratello undicenne. Il padre Fahed Abu Haykal, professore di ingegneria a Betlemme, era al volante. “Non c’era nessun checkpoint segnalato, solo un gruppo di soldati per strada”, racconta l’uomo, “uno di loro mi ha fatto segno di fermarmi, io l’ho fatto”.

I militari hanno aperto il fuoco. Il proiettile ha trapassato la mano di Fahed e il capo del piccolo, fermandosi nella guancia della madre. Il padre, ferito gravemente, racconta al quotidiano Haaretz: “I finestrini dell’auto non erano oscurati, era ancora giorno e tutto era chiaro. Non si può dire che non abbia visto che eravamo una famiglia”. E conclude: “Il soldato era a circa dieci metri da me. Mi ha visto, ha visto mia moglie e i bambini”.

Fahed non si arrende e chiede che il responsabile venga punito. “Esigo e mi aspetto, se esiste un minimo di coscienza, di legge, di moralità, che il soldato che ha sparato risponda delle sue azioni. Questo caso non può essere archiviato senza un’indagine”, ribadisce. Nel frattempo l’esercito israeliano ha giustificato quanto accaduto sostenendo che l’auto andasse a velocità sostenuta, ragion per cui il militare si sarebbe allarmato. Garantisce al contempo che verrà avviata un’inchiesta. Esprime infine, curiosamente, “profondo dolore per qualsiasi danno causato a individui non coinvolti”.

Ma a Hebron casi di questo tipo non rappresentano una novità. È l’unica città della Cisgiordania dove i coloni hanno stabilito i loro insediamenti all’interno del centro abitato. La convivenza tra gli israeliani, accompagnati dalle Idf, e i palestinesi è all’origine delle tensioni nel territorio. Infatti, poco prima dell’uccisione del piccolo Sam, alcuni coloni avevano aperto il fuoco su tre palestinesi nella stessa zona.

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