domenica 7 Giugno 2026
Il Presidente russo Vladimir Putin. EPA/PELAGIYA TIKHONOVA / SPUTNIK / KREMLIN POOL MANDATORY CREDIT

Putin risponde alla lettera di Zelensky: “Non ci sono motivi per incontrarci”

Il presidente russo ha definito il contenuto della missiva "maleducato" e ha ribadito che la guerra proseguirà finché non saranno raggiunti tutti gli obiettivi di Mosca

Da Laura Laurenzi
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Il presidente russo Vladimir Putin ha rifiutato la richiesta di un incontro del suo omologo ucraino, Volodymyr Zelensky. Lo zar ha dichiarato di aver letto “velocemente” la lettera che gli ha inviato il presidente di Kiev, ma di “non vedere ancora alcun motivo” per un incontro. Secondo il leader del Cremlino, la missiva sarebbe solo l’ennesimo tentativo ucraino di fermare l’avanzata delle truppe russe. “Kiev chiede un incontro, ma commette crimini terribili come l’attacco a Starobelsk”, ha aggiunto convinto, ribadendo che Mosca non accetterà intese su una tregua di tre o sei mesi, ma solo per una prospettiva storica a lungo termine.

In sostanza, Putin ritiene che un vertice con Zelensky potrebbe portare benefici solo alla causa dell’Ucraina. Nel corso della sessione plenaria del Forum economico internazionale di San Pietroburgo, il presidente della Russia ha chiarito che la lettera arrivata al Cremlino conterrebbe anche degli elementi di maleducazione che non sono stati visti di buon occhio. “È un modo per creare le condizioni per un incontro e per dei negoziati o per creare un contesto in cui qualsiasi incontro diventa impossibile? Credo sia la seconda opzione”, ha dichiarato lo zar, ribadendo di non vedere da parte ucraina la reale volontà di raggiungere un accordo di pace.

Putin: “La guerra continuerà finché non raggiungeremo tutti gli obiettivi”

Nella missiva, Zelensky sostiene che la Russia sia ormai esausta a causa degli sforzi della guerra e che la popolazione russa inizia a faticare ad accettare la quotidianità del conflitto. L’accusa più dura riguarda le presunte richieste di aiuto che Putin avrebbe rivolto al presidente cinese, Xi Jinping, e a quello della Corea del Nord, Kim Jong Un, per poter continuare l’offensiva in Ucraina.

Dettagli su cui Putin ha glissato, preferendo ribadire che per la Russia la guerra si riterrà conclusa solo quando tutti gli obiettivi di Mosca saranno stati raggiunti. Nessun’altra soluzione potrà essere presa in considerazione, a meno che i negoziati non inizino a tenere a mente anche le richieste del Cremlino. “Nella Repubblica Popolare di Donetsk, meno del 15% del territorio rimane sotto il controllo delle autorità di Kiev. Stiamo procedendo con calma ma con fiducia verso la risoluzione di questi problemi. E non c’è dubbio che ci riusciremo”, ha affermato il presidente russo.

Nel suo intervento a San Pietroburgo, lo zar ha anche criticato gli approcci e lo stile di Zelensky, ricordando come anche il presidente Usa, Donald Trump, abbia ripreso il leader ucraino: “Vedete, mostrare continuamente ‘Rambo: First Blood’ può essere appropriato in alcuni posti, certo, ma non ovunque”. Per quanto riguarda l’intervento di Donald Trump o dei vertici europei nei negoziati tra Mosca e Kiev, Putin si è detto del tutto contrario.

Dal suo punto di vista, Ucraina e Russia dovrebbero risolvere tra loro le questioni chiave, mentre altre Nazioni potrebbero svolgere solo il ruolo di garanti. Il tycoon, invece, si è detto soddisfatto della possibilità di un incontro tra i due leader, evitando però di scendere nei dettagli su un suo possibile ruolo nei dialoghi.

Leggi anche: Zelensky scrive a Putin: “Incontriamoci”. Trump: “Sarei felice”

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