Bloccato a Dubai mentre Teheran lanciava missili sugli Emirati, il ministro della Difesa Guido Crosetto rientra in Italia e viene accolto tra richieste di dimissioni e polemiche politiche infuocate. L’interrogazione parlamentare e la richiesta di dimissioni arriva dal M5s. Una protesta che indigna il ministro, arrivato a Dubai per motivi personali poco prima dell’attacco con un volo di linea. «Trovo vergognoso e basso questo modo di fare polemica e vorrei rassicurare sul fatto che non prendo lezioni da nessuno per senso dello Stato e delle istituzioni», si difende. «Sto continuando a gestire da ieri la situazione delicata con tutti gli strumenti tecnici necessari per farlo anche all’estero», si giustifica per un’assenza che pare abbia creato imbarazzi fino ai piani più alti di Palazzo Chigi. «Io personalmente non lo sapevo», allarga le braccia il ministro degli Esteri Antonio Tajani. «L’ho sentito durante le riunioni che abbiamo avuto ieri», risponde elusivo l’altro vicepremier, Matteo Salvini.
Intanto via terra Crosetto ha percorso circa 500 chilometri e raggiunto Mascate (insieme a una decina di persone rimaste lì) per poi volare dall’Oman verso l’Italia a bordo di un volo di Stato appositamente decollato per riportarlo in patria. E lui, excusatio non petita, si premura di spiegare di avere “bonificato al Comando del 31esimo stormo di Ciampino un importo triplo (per mia scelta) rispetto a quello che prevede la tariffa” per viaggiare a bordo del Gulfstream G550 dell’Aeronautica militare, partito in mattinata dalla base di Pratica di Mare.

Il ministro alla Difesa Guido Crosetto in aula alla Camera dei Deputati durante il Question Time, Roma, 18 febbraio 2026. ANSA/ANGELO CARCONI
«È una vicenda che ci lascia allibiti e per questo depositeremo un’interrogazione al governo. Come possiamo immaginare che Meloni, Crosetto e Tajani possano trattare con Trump sul prezzo del gas, sul costo delle armi e sui dazi se non vengono nemmeno avvisati dello scoppio di una guerra sopra le loro teste?», affonda Riccardo Ricciardi, capogruppo M5S alla Camera. «Quello che è accaduto è grave perché dimostra che l’Italia, dopo essersi auto isolata in Europa per baciare la pantofola di Trump, è stata scaricata persino dal presidente americano, segnale che quel ponte che Meloni voleva costruire è in realtà una zattera alla deriva tra le due sponde dell’Atlantico», rincara il segretario di Più Europa Riccardo Magi mentre il Pd sul ministro non affonda. Ma Crosetto prova a chiudere la polemica dicendosi al lavoro per «trovare una soluzione veloce e sicura» per gli italiani ancora bloccati nel Golfo, suoi familiari inclusi. «La mia presenza qui ieri e questa notte è stata utile nella gestione della crisi in corso e nei rapporti con gli Emirati arabi», garantisce prima del rientro in patria.
