lunedì 15 Giugno 2026
Supermercato, rincari

Dalla verdura ai gioielli: il caro carburanti fa schizzare i prezzi in Italia

La guerra in Iran provoca aumenti sui beni trasportati su gomma in Italia. Assoutenti registra il rincaro più alto per le melanzane, seguite da piselli, frutta, carne ovina e bovina

Da Laura Laurenzi
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Il prezzo della guerra nel Golfo ricade sui portafogli dei cittadini . Giorno dopo giorno il carrello della spesa appare più caro, così come il pieno della propria automobile. La chiusura dello e l’incertezza generata dal conflitto in Medio Oriente provocano anche nei settori meno osservati, perché quando ad aumentare è il petrolio, l’intera catena ne risente.

Assoutenti ha realizzato uno dei dati Istat, al fine di chiarire quali sono i settori più colpiti dai rincari provocati dal rialzo dei del gasolio. A subire gli aumenti maggiori sono i prodotti che viaggiano su gomma. Al primo posto ci sono le melanzane, il cui prezzo è cresciuto del 21,5% rispetto all’anno scorso. Seguono i piselli, che aumentano del +19,6%, i frutti a bacche come mirtilli, lamponi, more, ribes, che salgono del +16,3%.

Prezzi sempre più alti in Italia

Diventano più costosi anche le zucchine con un +11,1% su anno, i limoni con +10,8%, le fragole con +10,4%, i legumi con +9,9% e i pomodori con +9%. I cittadini si troveranno anche a dover acquistare carciofi più cari dell’8,8%, uova del +8,5%, cavolfiori e broccoli del +7,2%, agrumi del +6,6% e peperoni del +6,4%. Anche la carne diventa più cara, con un rialzo del +8,4% per quella bovina e del 7,2% per quella ovina.

“Sui prezzi del comparto alimentare sta incidendo l’escalation dei carburanti che ha aggravato i costi di trasporto specie per i prodotti freschi”, ha spiegato il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso, chiarendo che il deve prorogare fino a fine il taglio delle accise su benzina e gasolio e vigilare sulle speculazioni. Solo così sarà possibile evitare un peggioramento della situazione.

Anche i generi non alimentari hanno subito forti rincari, indebolendo il potere di acquisto delle famiglie. Nell’ultimo mese i gioielli sono cresciuti del 33,5% su anno, a del rialzo delle quotazioni dell’ordo. Legna da ardere e pellet registrano un incremento del +8,2%, e costano di più anche i servizi di corriere e consegna pacchi +6,5%. Ovviamente la difficoltà nel reperire il a causa della chiusura di Hormuz provoca anche un aumento dei prezzi dei aerei, che crescono del +12,6% per i voli nazionali e del 6% per quelli europei.

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