Sono numerosi gli scopi per cui le 80 fiale di fentanyl potrebbero essere state sottratte dalla farmacia dell’Ospedale israelitico di Roma. Secondo Elena Bignami, presidente della Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (Siaarti), il furto avvenuto intorno al 24 giugno sarebbe stato effettuato su commissione, ma forse non per destinarlo allo spaccio. Tra le ipotesi, infatti, c’è anche la possibilità di utilizzarlo come potente analgesico nelle corse clandestine di cavalli.
Le piste sul furto del fentanyl
Questo farmaco, utilizzato da anestetisti e rianimatori per indurre l’anestesia generale, è 100 volte più potente della morfina. Per questo potrebbe essere usato per controllare il dolore acuto o i traumatismi per evitare che l’animale si fermi e non partecipi più alle corse. “Non ho elementi per confermarlo, ma è certamente una possibilità”, ha spiegato Bignami, chiarendo che nessuna pista può essere esclusa. Al momento sono numerose le possibilità prese in considerazione, tra cui quella di un utilizzo nei centri estetici abusivi per effettuare operazioni sotto sedazione.
L’esperta dovrebbe prendere parte al tavolo tecnico promosso da Palazzo Chigi insieme alla Società italiana di farmacologia (Sif). L’incontro è stato annunciato il 7 luglio nel corso di una riunione convocata dopo il furto delle fiale dalla farmacia dell’ospedale romano. L’attenzione sul caso è massima, considerata la pericolosità di questa sostanza, soprattutto se immessa nelle piazze dello spaccio del Paese.
L’allarme dopo il furto all’Ospedale israelitico
L’allarme di Palazzo Chigi è stato immediato. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, ha indetto una riunione di emergenza con gli esperti del settore per comprendere come evitare che episodi simili si ripetano. Si stima che con le fiale rubate all’Ospedale Israelitico sia possibile produrre 20mila dosi di fentanyl da vendere sul mercato nero. Una quantità impressionante che potrebbe generare un’emergenza nel nostro Paese.
Le indagini
Sul luogo del furto sono intervenuti i Nas e gli esperti del ministero della Salute, al fine di raccogliere prove e testimonianze sull’accaduto. Le fiale si trovavano all’interno di una cassaforte, che non presenterebbe segni di effrazione. La zona è videosorvegliata per cui le immagini del circuito di sicurezza potrebbero essere fondamentali per ricostruire quanto accaduto il giorno della sparizione. L’8 luglio, gli ispettori del ministero della Salute sono tornati all’Ospedale israelitico per comprendere se siano state rispettate le procedure e le norme che regolano le attività svolte all’interno dei servizi farmaceutici ospedalieri.
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