La Russia ha rapito 20mila bambini ucraini dall’inizio dell’invasione. Molti dei quali trasferiti in territorio russo o comunque presso aree sotto il controllo del Cremlino. La denuncia arriva anche dalle Nazioni Unite che, a seguito di un’indagine, ha stabilito che la deportazione forzata e il trasferimento dei minori costituiscono crimini contro l’umanità. Il rapporto, il quale include lo studio di 1.205 casi di rapimento e oltre 200 interviste, verrà presentato al Consiglio per i diritti umani il 12 marzo. Si tratta di “un modello di condotta ben consolidato”, “questi atti sono stati diffusi e sistematici”.
La Commissione internazionale indipendente d’inchiesta sull’Ucraina ha confermato che “le autorità russe hanno preso di mira i bambini, che sono tra le vittime più vulnerabili”. Lo riporta anche il database nazionale ucraino ‘Figli della guerra’, che ha documentato 20mila casi di bambini ucraini rapiti dai territori occupati.
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