Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto carburanti. La riunione a Palazzo Chigi, durata meno di mezz’ora, ha dato il via libera alle «disposizioni urgenti» (eppure lungamente attese) per contenere il caro-benzina provocato dall’attacco israelo-americano all’Iran e dal coinvolgimento dei Paesi del Golfo nelle ritorsioni di Teheran.
Le parole di Meloni e Salvini
«Tagliamo 25 centesimi al litro», ha spiegato la premier Giorgia Meloni, sottolineando che la misura entrerà in vigore già nelle prossime ore e che ci si aspetta un effetto immediato sui prezzi di benzina e diesel.
Accanto al taglio delle accise, il decreto introduce un credito d’imposta per gli autotrasportatori, con l’obiettivo di evitare che l’aumento dei carburanti si scarichi sui prezzi dei beni di consumo. «Non vogliamo che i rincari si trasferiscano sulle famiglie», ha detto Meloni.
Sulla stessa linea Matteo Salvini, che ha parlato di «sostanzioso aiuto» destinato a rendere i carburanti italiani tra i meno cari in Europa, almeno nel breve periodo.
La misura anti-speculazione
Il provvedimento prevede anche un meccanismo anti-speculazione che lega il prezzo dei carburanti all’andamento reale del petrolio e introduce sanzioni per chi dovesse discostarsene. Il monitoraggio è affidato al Garante per la sorveglianza dei prezzi, colloquialmente noto come Mister Prezzi, che in caso rilevi delle anomalie avrà un filo diretto con la Guardia di Finanza e con l’antitrust.
Il decreto assorbe il rafforzamento della social card, estendendo il beneficio a tutta la platea, e include aiuti anche per il settore ittico.
“Un trucco elettorale”
Troppo poco e troppo tardi secondo l’opposizione. Per il capogruppo del Pd al Senato Francesco Boccia si tratta di «uno sconto di 20 giorni pagato con i soldi che gli italiani hanno già versato con i rincari», definito «una briciola» e «la solita propaganda». Sulla stessa linea, sebbene più morbida nelle prime dichiarazioni, la segretaria dem Elly Schlein, che ha parlato di un decreto elettorale, poco utile finché non si porrà fine a «questa guerra illegale».
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