L’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno ha deciso di dedicare la sua prima cena da uomo libero al leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci. Lo dichiara lui stesso, ribadendo la sua volontà di collaborare al progetto dell’ex parà della Folgore, definito “uomo vero del cambiamento”.
La cena si è svolta in un locale di Roma Nord con circa 20 persone. Al tavolo erano presenti Edoardo Ziello, Roberto Sasso, Domenico Furgiule ed Emanuele Pozzolo, così come l’europarlamentare della Lega, Antonio Maria Rinaldi, e l’ideologo di FnV Lorenzo Gasperini. Come riporta Ansa, alcuni commensali a inizio serata avrebbero fatto il segno della croce e avrebbero brindato con il motto utilizzato nel corso del ventennio fascista: “A noi”.
Dopo aver passato un anno, cinque mesi e 24 giorni di detenzione nel carcere di Rebibbia per i reati di traffico di influenze illecite e abuso d’ufficio, l’ex missino ha già dato i primi segni della sua attività politica. Alemanno garantisce di non volersi candidare nuovamente, ma di voler portare la sua esperienza a disposizione dei cittadini e dei loro rappresentanti. La forza politica di Vannacci è apparsa la più giusta per rispondere a questo bisogno. Indipendenza!, il partito dell’ex primo cittadino della Capitale, è già confluito in Futuro Nazionale, segnando l’interesse di Alemanno per i temi trattati da Vannacci.
Ziello (Fn): “Alemanno è un simbolo”
La presenza dell’ex sindaco è funzionale al partito per non perdere la propria bussola in un momento di profondi cambiamenti. Gli iscritti aumentano a dismisura e l’interesse dei piccoli partiti è sempre più alto, per cui FnV deve trovare una sua identità ed evitare di perdersi in pochi mesi. Così, il deputato vannacciano Edoardo Ziello chiarisce: “Alemanno è un simbolo”.
Le critiche a Meloni
Lo stesso leader di Indipendenza! porta con sé una storia politica sempre vissuta a destra e senza tentennamenti. In Futuro Nazionale, Alemanno ad oggi vede la “vera destra”, non più rappresentata dalla coalizione al governo. L’ex missino ha anche un messaggio per Giorgia Meloni, accusata di non essere stata in grado di costruire un dialogo con l’ex generale. “In Italia bisogna cambiare tutto. Se Giorgia Meloni si impegna a fare questi cambiamenti, faccia una telefonata a Vannacci e si vedrà cosa può fare”, ha dichiarato.
Nordio: “Vannacci non vuole risolvere il sovraffollamento delle carceri”
Una seconda critica riguarda la mancanza di interesse per la piaga del sovraffollamento carcerario, non gestita dal governo Meloni. Alemanno ha dichiarato di voler portare il tema direttamente dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio, il quale si è detto aperto al confronto. “Sarò lieto di ascoltarlo quanto prima”, ha spiegato il Guardasigilli, per poi aggiungere una considerazione riguardante il nuovo e stretto rapporto tra Alemanno e Vannacci: “Non conosco suggerimenti in merito di Vannacci e non so sia disponibile a un’amnistia”.
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