mercoledì 15 Luglio 2026
Bonelli, Schlein, Fratoianni e Conte. Foto dal web

Dubbi sull’evento a Padova del Campo Progressista: lo stesso giorno si vota la legge elettorale

I vertici di Pd, M5S e Avs si incontreranno il 10 luglio per comprendere la strategia da intraprendere in vista del prossimo comizio. A pesare le proteste e la poca partecipazione all’evento in Campania

Di Laura Laurenzi
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L’incontro a Napoli tra i leader di Pd, M5S e Avs non serviva ad attirare la folla ma a tentare una prova di unità. Lo ha chiarito pubblicamente il presidente pentastellato, Giuseppe Conte, rispondendo alle critiche di chi ha nella mancanza di partecipazione dal basso il primo “flop” del Campo Progressista. Eppure la presenza di poco più di mille persone, principalmente parlamentari e attivisti, così come le proteste dei disoccupati di Scampia e le accuse di Potere al Popolo, pesano sul primo test della . Ora resta da capire se l’incontro del 15 luglio a Padova sia da confermare oppure no, vista anche la concomitanza con il voto alla Camera sulla legge elettorale.

Il 9 luglio a Napoli il Campo Progressista avrebbe rilanciato la sua sfida al governo Meloni, in attesa che in autunno si scrivano i programmi e si capiscano le alleanze. L’incontro era stato pubblicizzato dalla foto dell’ex premier, della segretaria dem, Elly Schlein, e dei leader di Avs, Angelo Bonelli e , seduti tutti allo stesso tavolo dell’Hostaria da Costanza, a Roma.

Il Campo Progressista parte in salita

I riformisti del Pd e i ne hanno approfittato, chiarendo che il Campo Progressista non può vincere se non si allarga e se non mitiga le sue posizioni. “Serve anche una componente riformista”, chiarisce subito il fondatore di Viva, , seguito dal di Napoli, Gaetano Manfredi. Secondo alcuni, però, proprio il primo cittadino sarebbe tra i responsabili della poca partecipazione al comizio. Nei partiti, intanto, c’è un rimpallo di responsabilità con Pd e M5S che si accusano a vicenda di non aver portato abbastanza persone.

Inoltre, qualcuno punta il dito contro i Responsabili Organizzazione dei partiti, il democratico Igor Taruffi e la pentastellata Paola Taverna. Secondo alcuni, infatti, sarebbe stato meglio organizzare l’evento alla Stazione Marittima, ovvero in un luogo al chiuso in cui sarebbe stato più semplice mascherare l’assenza del pubblico. Altri, invece, ricordano che i due sono i responsabili delle piazze piene il 7 dell’anno scorso per la manifestazione a favore di Gaza. Insomma, la colpa sarebbe della sostanza e non della forma.

Intanto, continua la fuoriuscita degli scettici dal Pd. Dopo Pina Picierno è il turno di Bruno Tabacci che ha lasciato il alla Camera per aderire al Misto. In una lettera ai presidenti di Camera e Senato ha spiegato di “considerare indispensabile contribuire alla costruzione di uno spazio politico diverso”. L’ex dem è pronto ad aderire a “Più Uno” di Ernesto Maria Ruffini.

I dubbi sul comizio a Padova

I partiti si incontreranno il 10 luglio per fare il punto della situazione e comprendere se sia il caso di procedere con l’evento della prossima settimana. A preoccupare è sia una riproposizione degli eventi che si sono verificati a Napoli, sia la consapevolezza che il 15 luglio potrebbe svolgersi anche il voto sulla legge elettorale, ovvero uno degli argomenti su cui la coalizione è più unita.

Un’ipotesi al vaglio è quella di chiedere una sospensione dei lavori per permettere di prendere parte al comizio in Veneto. C’è chi, comunque, ricorda che sul tema la risulta spaccata, per cui è possibile che il voto venga rimandato senza che l’opposizione debba intervenire.

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