Il muro dell’opposizione sulle nomine nella commissione di Vigilanza Rai non si abbassa. Nel corso della riunione dei capigruppo di opposizione alla Camera non emergerà alcun nome dei nuovi componenti. Dopo le dimissioni in massa dei membri del centrosinistra e della presidente Barbara Floridia, in quota M5S, l’opposizione ha chiarito che non sarà dato alcun nome prima della certezza che verrà recepito il Media Freedom Act e che il centrodestra non eleggerà Simona Agnes, in quota Forza Italia, alla guida della Rai.
Le tensioni in Commissione hanno raggiunto l’apice dopo che per circa due anni il centrodestra ha paralizzato i lavori, non permettendo l’elezione del presidente della Rai. Da quando l’opposizione ha rifiutato il nome di Agnes, il centrodestra ha iniziato a disertare sistematicamente le riunioni della Commissione, facendo mancare il numero legale e impedendone il funzionamento. Uno stallo che aveva generato già numerose proteste e anche l’intervento del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che aveva definito la situazione “non accettabile”.
L’opposizione non cede sulla Vigilanza Rai
La riunione svoltasi il 7 luglio è stata indetta dopo la lettera dei presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, con cui è stato chiesto che i nuovi membri siano indicati entro l’8 luglio. Presenti la capogruppo dem alla Camera Chiara Braga, il capogruppo dem in Vigilanza Stefano Graziano, Dario Carotenuto (M5s), Angelo Bonelli (Avs), Maria Elena Boschi (Iv), Matteo Richetti (Azione). Dopo il passaggio di Mariastella Gelmini a Noi Moderati, Azione era rimasta senza rappresentanza nella commissione bicamerale, ma secondo la nuova composizione ora avrebbe diritto a un componente. Il partito di Carlo Calenda ha comunque chiarito di essere intenzionato a non indicare un nome per la Vigilanza Rai.
I diversi partiti sarebbero d’accordo ad inviare una lettera ai due presidenti in cui viene esplicitata la decisione di non presentare i nuovi componenti. Inoltre, sembra che per continuare la protesta nei prossimi giorni sarà organizzata un’iniziativa pubblica congiunta.
I prossimi passi di La Russa e Fontana
Nel caso in cui la situazione non dovesse sbloccarsi, i presidenti delle Camere procederanno per gradi. Fontana e La Russa sono convinti che non sia il momento di cedere il passo a forzature, per cui l’ipotesi è che venga inviata una nuova lettera ai gruppi parlamentari del centrosinistra, in cui non verrebbe escluso il ricorso alla scelta diretta dei componenti.
L’opposizione, però, non si lascia convincere. I gruppi hanno già fatto sapere che se i presidenti procederanno alla nomina diretta dei membri, allora i vari parlamentari presenteranno nuove dimissioni. Il tutto finché non si raggiungerà un accordo. Intanto, non si esclude che a trovare il compromesso sia proprio il Presidente del Senato.
L’intervento “tardivo” di La Russa in Vigilanza Rai
La Russa ha già anticipato la possibilità di vestire i panni di mediatore. “Dico al centrodestra: ritirate Agnes. Dico alla sinistra: volete un presidente di garanzia? Fate una rosa di nomi che la sottopongo io al centrodestra e provo anche a cercare un nome di garanzia”, aveva dichiarato subito dopo le dimissioni dei membri dell’opposizione.
Il centrosinistra, però, ha definito l’intervento di La Russa “tardivo”, visto che la maggioranza ha tenuto in stallo la Commissione per due anni. “Non daremo alcun nome ma appare evidente la strategia della destra basata su quanto hanno fatto in commissione Covid, con l’obiettivo di occupare anche la vigilanza Rai”, hanno dichiarato i parlamentari del M5S.
Seguite La Sintesi sui nostri social!
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()





