A piazzare l’esplosivo sotto l’auto del direttore di Report, Sigfrido Ranucci, la notte del 16 ottobre scorso, sarebbero stati uomini della Camorra. È la rivelazione lanciata da Massimo Giletti in una clip di anticipazione del programma Lo Stato delle Cose, in onda questa sera.
“Qualcuno arriva, piazza dell’esplosivo sotto l’auto di Ranucci e scatena l’inferno”, ha detto il conduttore. Poi ha aggiunto un dettaglio che cambia il quadro: non sarebbe stata usata una Panda nera e l’ordigno non sarebbe stato plastico, ma materiale recuperato da una cava. La notizia centrale, però, è un’altra: gli autori dell’attentato apparterrebbero a una cellula camorristica arrivata dalla Campania.
Un’ipotesi che apre scenari pesanti. Secondo quanto emerge, dietro l’azione potrebbe esserci un collegamento con il clan Senese, gruppo radicato a Roma e già al centro di inchieste su affari e relazioni nel mondo della ristorazione.

Il tema tocca anche la politica. Andrea Delmastro si è dimesso da sottosegretario alla Giustizia proprio per la vicenda dell’azienda “Le 5 Forchette”, società nella quale risultava coinvolto un prestanome legato al clan.
Se il collegamento tra l’attentato e l’ambiente dei Senese trovasse conferma, l’impatto sul governo sarebbe forte. La bomba sotto casa di un giornalista non è solo un atto criminale: è un segnale di sfida allo Stato e alla libertà di informare. E questa volta il conto rischia di arrivare fino ai palazzi del potere.
