Sigfrido Ranucci, direttore di Report, lo dice senza esitazioni: la puntata andrà in onda. Il caso riguarda Paolo Zampolli, imprenditore italiano residente negli Stati Uniti e oggi inviato speciale di Donald Trump per le partnership globali, e il suo tentativo di bloccare la trasmissione di Report dopo una diffida inviata alla redazione. Al centro della vicenda c’è una intervista sul caso Epstein che la trasmissione di Rai3 ha deciso di trasmettere comunque domenica 19 aprile.
La notizia è stata resa pubblica dallo stesso Ranucci con un post sui social. “L’inviato speciale di Trump ci ha diffidati dal mandare in onda il servizio su Epstein e Melania Trump che lo riguarda”, ha scritto. Poi la scelta: non fermarsi. Per la redazione si tratta di un tema di interesse pubblico, legato a una figura che ricopre un ruolo politico e istituzionale.
Le accuse dell’ex compagna
Secondo le anticipazioni diffuse dal programma, i giornalisti di Report hanno raccolto in Brasile la testimonianza di Amanda Ungaro, ex compagna di Zampolli. La donna sostiene che il ruolo dell’imprenditore nei rapporti con Donald Trump e con la moglie Melania sarebbe diverso da quello noto.
Nel suo racconto, Ungaro afferma che Zampolli avrebbe spesso detto di aver fatto incontrare i due futuri coniugi, definendosi una sorta di “cupido” della coppia. Una versione che, secondo lei, contrasterebbe con alcuni documenti del Dipartimento di Giustizia statunitense, nei quali si leggerebbe che l’incontro tra Trump e Melania sarebbe stato favorito da Jeffrey Epstein. L’ex modella parla anche di un presunto accordo tra la First lady e Zampolli per mantenere il silenzio su vicende delicate. Accuse che l’imprenditore respinge con decisione, definendole una vendetta personale.
La risposta di Report
Nel suo intervento pubblico, Ranucci ha spiegato che il legale di Zampolli contesta la rilevanza del nome del suo assistito nei cosiddetti Epstein files e giudica prive di fondamento le dichiarazioni dell’ex compagna. L’avvocato sostiene anche che alcune frasi pronunciate durante l’intervista sarebbero state dette fuori registrazione.
Il direttore del programma replica punto su punto. Ricorda che l’imprenditore vicino a Trump compare più volte negli Epstein files e che ha accettato l’intervista dopo aver ricevuto per iscritto i temi delle domande. Sottolinea anche che la telecamera è stata riaccesa su richiesta dello stesso Zampolli durante un passaggio delicato. Da qui la decisione finale: Report manderà in onda l’inchiesta.
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