lunedì 27 Luglio 2026
Manifestazione No Tav ph Ansa

Gli scontri oscurano la Tav che non decolla: ritardi, costi in aumento e un tunnel ancora da scavare

Le proteste violente dello scorso 25 luglio rischiano di oscurare il reale problema dell’Alta velocità: i lavori procedono a rilento e per i fondi si valuta anche l’intervento di privati

Di Redazione
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Nel cantiere dell’Alta Velocità di Chiomonte, in , non è ancora stato scavato il che i treni dovrebbero attraversare. Lo evidenzia Il Quotidiano, chiarendo che il progetto per la linea Torino-Lione potrebbe essere concluso con anni di rispetto a quanto prospettato. Dopo gli scontri tra forze dell’ordine e dello scorso 25 luglio, il cantiere è tornato al centro dell’attenzione dei cittadini, ma il tema dei ritardi è stato oscurato da quello delle violenze.

Come procedono i lavori nel cantiere di Chiomonte

Una parte degli italiani è convinta che quest’opera infrastrutturale renderà il Paese tecnologicamente più avanzato e semplificherà i collegamenti tra e Francia, mentre un’altra parte di cittadini considera questa nuova tratta una spesa superflua. A preoccupare è la consapevolezza che gli studi e i lavori preliminari sono iniziati ormai 25 anni fa e oggi appaiono ancora lontani dalla loro conclusione. Secondo Telt, la società italo-francese che deve realizzare l’opera, nel 2033 la linea sarà conclusa.

I lavori, però, non starebbero seguendo il cronoprogramma. Tra il 2016 e il 2019 sono stati scavati nove chilometri con una fresa meccanica, la Tbm “Federica”. Poi il contratto con Telt è scaduto e la fresa è stata smontata. Fino al 2025 sono stati scavati 12 chilometri con le cariche esplosive e lo scorso settembre è stata montata una nuova fresa, la Tbm “Viviana”. In 10 mesi avrebbe dovuto scavare chilometri, ma ha percorso invece solo 300 metri. Il tutto solo dal lato francese.

Il nodo dei costi della Tav

A questi rallentamenti si aggiunge il problema dei fondi. Il costo aggiornato del tunnel è di 14,7 miliardi. Nel 2012 era di 11 miliardi. A questi si devono aggiungere 1,3 miliardi per il potenziamento della linea tra Modane e Dijon, 7,2 miliardi per le tratte di accesso ai tunnel francesi e 3 miliardi per la tratta italiana tra Avigliana e Orbassano.

Per il momento, l’Italia ha stanziato il 37% dei previsti e la Francia 1,7 miliardi. Come riporta Il , il resto dei fondi dovrebbe arrivare dall’Ue. Il problema è che l’aumento di queste risorse deve essere deciso nel ciclo di bilancio, che ha una durata di 7 anni. L’ipotesi più probabile, quindi, è che si ricorra a fondi privati. La situazione non è semplice e le violenze dei No Tav rischiano di allontanare l’attenzione dei cittadini.

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