googlef35cdb6cf8e7c110-1.html
sabato 18 Aprile, 2026
Logo La Sintesi

I democratici contro Trump: “Ha minacciato un genocidio, deve essere rimosso”

Nonostante l'intesa tra Usa e Iran i democratici continuano le proteste contro Trump e invocano il 25esimo emendamento: “La sua dichiarazione non cambia nulla, deve essere sostituito”

Da Simona Maggi
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

La tregua che Trump ha raggiunto con l’Iran non basta a placare le proteste delle opposizioni dei democratici, che vogliono un passo indietro del Presidente. La deputata democratica Alexandria Ocasio-Cortez ha infatti affermato: “La sua dichiarazione non cambia nulla. Il presidente ha minacciato un genocidio contro il popolo iraniano e continua a brandire la minaccia. Deve essere rimosso”.

Secondo la deputata l’atteggiamento estremamente aggressivo di Trump e le sue continue intimidazioni sarebbero molto pericolose, tanto da renderne necessaria la rimozione.

I democratici invocano il 25esimo emendamento contro Trump

Il deputato Ro Kahnna ha invocato il 25esimo emendamento contro Trump, ritenendolo non in grado di gestire la sua funzione: “Se il Congresso degli Stati Uniti ha ancora un briciolo di vitalità, ogni membro del Congresso e del Senato deve chiedere oggi stesso la rimozione di Trump sulla base del 25° emendamento”.

Per il democratico, infatti, il “totale disprezzo di Trump per l’umanità delle persone in Iran, a Gaza e a Cuba” renderebbe evidente la nocività del Presidente, che dovrebbe essere sostituito con un’altra figura.

I democrati mettono in dubbio la stessa l’intesa tra Usa e Iran perchè, secondo Chris Murphy, i due Paesi parlerebbero in termini diversi: “almeno per il momento ha concesso all’Iran il controllo” dello Stretto di Hormuz.

Il leader dei liberal in Senato, Chuck Shumer, ha invece accolto con piacere l’annuncio di un cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran: “Sono contento che abbia fatto retromarcia”. Shumer ha anche esortato Trump a continuare a lavorare per una pace duratura.

Le minacce di Trump all’Iran

Prima che venisse raggiunta una tregua con l’Iran, il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva lanciato un ultimatum contro Teheran, avanzando minacce molto aggressive: “Un’intera civiltà morirà stanotte” se non si raggiungerà un accordo e non sarà aperto lo stretto di Hormuz.

Il Presidente aveva poi promesso l’annientamento completo dell’Iran: “Ogni ponte sarà distrutto in Iran entro la mezzanotte di domani sera. Ogni centrale elettrica sarà resa inservibile e non sarà possibile utilizzarla in futuro, ci sarà una demolizione completa e ci vorranno 20 anni per ricostruire il Paese.”

I toni aggressivi e fuori luogo per una figura istituzionale hanno spinto i democratici a chiedere la sostituzione del Presidente. D’altronde voci sulla presunta malattia mentale di Trump sono state ventilate persino dai repubblicani. Anche la deputata repubblicana Marjorie Taylor Greene, ad esempio, lo ha definito “impazzito” e ha invocato il 25esimo emendamento.

Seguite La Sintesi sui nostri social!

Facebook

Instagram 

X

TikTok 

YouTube

Potrebbe anche piacerti

error: © Riproduzione riservata