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domenica 26 Aprile, 2026
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Hacker

I documenti italiani sul dark web a 35 dollari. I trucchi degli hacker

La ricerca di NordVPN e NordStellar evidenzia la violazione dei dati sensibili, recuperati da siti Internet e applicazioni per la creazione di false identità

Da Maria Vittoria Ciocci
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L’Italia guida la classifica globale dei documenti più costosi sul dark web. Servono 35 dollari per acquistare la versione digitale di un passaporto tricolore, mentre sono necessari oltre 1.500 dollari per ricevere la sua versione fisica, abilmente contraffatta. Si attesta così al settimo posto per la versione digitalizzata più cara – che vede sul podio Israele, il cui passaporto falsificato online vale 70 euro – e al primo, insieme alla Germania, per il cartaceo. Un primato preoccupante e di cui andare poco orgogliosi.

A rivelarlo è una ricerca condotta dalle società di sicurezza informatica NordVPN e NordStellar, che evidenzia come i dati personali – sottratti tramite violazioni di siti e applicazioni – sempre più spesso finiscono in circuiti clandestini, accessibili tramite software specifici. Qui, i cybercriminali assemblano informazioni sensibili, creando vere e proprie identità digitali. Complete e pronte per essere rivendute.

Non si tratta solo di passaporti o carte d’identità. Sul dark web circolano anche i cosiddetti “fullz”, ossia pacchetti che includono il codice fiscale, l’indirizzo mail, la patente di guida e altri dettagli relativi a un’identità digitale fasulla. Nel caso dell’Italia, un pacchetto con documento di identità, patente e indirizzo mail costa circa 108 dollari. Mentre singolarmente la carta d’identità può raggiungere 1.800 dollari e la patente 1.200. Sono tra i più richiesti a livello globale.

Anche i social network rappresentano, per i cybercriminali, una miniera d’oro. Account di piattaforme come Facebook oppure TikTok vengono venduti a poche centinaia di dollari, ma possono offrire accesso a reti più ampie, inclusi profili aziendali. In molti casi, queste credenziali diventano l’input per le truffe, campagne di phishing o furti d’identità su larga scala. In tal caso, un account italiano di Binance ad esempio – società che gestisce lo scambio di criptovalute – viene scambiato per 160 dollari.

Alla luce di questo, gli esperti consigliano di ridurre sensibilmente la condivisione dei propri dati sensibili online, ma anche di monitorare i movimenti finanziari e adottare sistemi di sicurezza avanzati per ridurre il rischio di truffa. Pur riconoscendo che prevenire completamente queste violazioni sia particolarmente complesso. Il dato che emerge, ad ogni modo, è uno: l’identità digitale oggi ha un valore economico concreto. E il valore dell’Italia è tra i più alti al mondo.

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