Moumen Al-Natour, il dissidente più conosciuto di Gaza, ha trovato rifugio in Italia. Perseguitato da Hamas, più volte arrestato e torturato, si trova ora insieme alla sua famiglia in un luogo sicuro nel nord del nostro Paese, con lo status di richiedente asilo. “Vi ringrazio dal profondo del cuore, qui mi sento protetto, lontano dalla persecuzione”, ha dichiarato all’Ansa, nella prima intervista da quando è riuscito a lasciare la Striscia di Gaza.
La sua voce è stata una delle poche testimonianze di quanto vissuto dai palestinesi nella Striscia di Gaza durante la guerra contro Israele. Al-Natour è un avvocato, attivista e soprattutto il fondatore del movimento “Vogliamo Vivere”, nato per dare vita alla prima protesta interna a Gaza contro l’oppressione di Hamas. Perché a Gaza il pericolo non è rappresentato solo dalle bombe di Israele. Il gruppo terroristico tiene sotto scacco la popolazione e controlla i pochi generi alimentari e i beni di prima necessità che arrivano dall’Occidente.
I racconti di Al-Natour dalla Striscia
Al-Natour lo ha spiegato più volte, chiarendo che la popolazione palestinese non sarà libera finché anche l’ultimo terrorista di Hamas non sarà arrestato o allontanato. “Si tratta di un movimento criminale e terroristico. I miliziani si mimetizzano nelle zone umanitarie e nelle strutture civili, si nascondono tra la popolazione”, aveva raccontato all’Ansa nell’ottobre 2025.
Queste stesse testimonianze lo hanno messo nel mirino di Hamas. Il 30enne è stato più volte arrestato, torturato e detenuto da Hamas. Il tutto per silenziare la sua voce, per porre fine alle sue proteste e alle speranze che queste portavano alla popolazione di Gaza.
“Il potere di Hamas è il terrore”, ha proseguito, confermando che la maggior parte dei gazawi non li vuole più. “Vogliono che si arrenda, che lasci la Striscia”, ha dichiarato, dando voce alle migliaia di palestinesi che non riescono a farsi ascoltare. Avere un quadro chiaro della situazione in Palestina è complesso, soprattutto per la censura operata da Hamas e Israele. I dati e le notizie che giungono dalla Striscia sono minimi, frammentate e spesso manipolate.
La persecuzione di Hamas
La testimonianza di Al-Natour è quindi preziosa e al contempo pericolosissima per Hamas. “È necessario distinguere tra Hamas e la Palestina. Hamas è un movimento iraniano e noi palestinesi siamo suoi ostaggi e non lo accettiamo”, ha spiegato l’attivista, sostenendo che il cambio di regime a Gaza deve essere totale. Al-Natour non tralascia neanche le critiche all’Autorità palestinese, troppo corrotta e troppo poco potente per riuscire a creare un governo che lasci davvero libera la popolazione.
Ora Al-Natour potrà proseguire la sua battaglia da un posto sicuro, lontano dai miliziani e dalle loro torture. Una vera e propria rinascita dopo anni vissuti a lottare per la libertà del proprio popolo.
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