mercoledì 15 Luglio 2026

Il governo Meloni boccia le rinnovabili e l’Italia paga le bollette più alte in Europa

Il rapporto Arera certifica il ritardo del nostro Paese nella produzione di energia rinnovabile. Una scelta che ha reso Roma più dipendente dal gas e che ha portato i prezzi delle bollette a superare di gran lunga la media europea

Di Laura Laurenzi
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La relazione di Arera (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) presentata alla Camera il 1° luglio conferma che l’Italia è maglia nera nella transizione all’energia pulita. La mancanza di lungimiranza del , che ha preferito rendere l’Italia un hub del gas invece che investire sull’, ha condannato il nostro Paese a bollette più alte della media europea.

Le bollette dell’elettricità le più alte tra le Borse Ue

Il decreto bollette e qualunque altra misura ipotizzata dall’esecutivo per ridurre il costo di energia e gas in Italia si rivelerà inutile. I non mentono. Nel 2025 la produzione di elettricità da fonti rinnovabili è diminuita dell’1,5%, mentre il termoelettrico – ovvero , petrolio e gas – è cresciuto del 5,2%. Al contempo, anche il consumo del metano domestico è aumentato del 2%.

In questo stesso anno, il prezzo medio dell’elettricità è stato di 115,90 al megawattora, ovvero il 7% in più rispetto al 2024 e il più alto tra le principali Borse Ue. Ad esempio, in Francia il prezzo era circa di 61 euro al megawattora e in Spagna 65 euro. La grande differenza risiede nel fatto che Parigi e Madrid hanno investito nell’energia pulita, riuscendo a essere meno dipendenti dal gas.

La cecità del Meloni sulle rinnovabili

Il governo Meloni, invece, non ha creduto in questa . Quindi, nel momento in cui la prima crisi dei carburanti e dell’energia si è innescata a seguito dello scoppio del conflitto tra Russia e Ucraina, l’esecutivo ha preferito puntare su nuovi approvvigionamenti di gas. Allo stesso modo la Presidente del Consiglio ha cercato di gestire l’emergenza provocata dalla chiusura dello di Hormuz. I viaggi nel Golfo e in Algeria della Presidente del Consiglio nei primi mesi del 2026 sono la dimostrazione che nemmeno questa seconda crisi ha convinto il governo a dare una possibilità alle rinnovabili.

Il monito dell’Ue

L’esecutivo ha deciso di ignorare anche il monito giunto dall’Ue. Nel momento in cui l’Italia ha chiesto aiuto a Bruxelles, pretendendo una maggiore flessibilità sul bilancio europeo al fine di ottenere nuovi per calmierare i prezzi in bolletta, la Commissione ha chiarito che i fondi liberati potranno essere utilizzati solo per investimenti nelle rinnovabili. Mentre l’Occidente si muove verso un futuro sempre più green, l’Italia fatica ad adeguarsi. E le conseguenze sono molteplici.

Arera: “Queste mancanze pesano su imprese e famiglie”

Il presidente di Arera, Nicola Dell’Acqua, ha spiegato che “il differenziale dei prezzi di elettricità e gas rispetto alla media europea continua a pesare sulla competitività delle imprese e sui delle famiglie”. Inoltre, in futuro, il nostro Paese potrebbe trovarsi di fronte ad un deficit energetico, visto che la domanda aumenta di anno in anno, anche in considerazione dello sviluppo dei data center per l’Intelligenza Artificiale. Ciò che serve è uno “sforzo congiunto” sulla produzione energetica sostenibile, che risponda anche alla crisi climatica e ambientale che sta investendo il nostro Paese.

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