Dopo una campagna elettorale combattutissima a suon di colpi bassi il “No” vince il referendum. Un referendum che ha riscontrato dati record per l’affluenza, lanciando un messaggio chiaro: si tratta di un banco di prova per le politiche.
E’ la prima vera sconfitta per il Governo Meloni, (d’altronde è anche il vero primo provvedimento “dirompente” che l’esecutivo ha cercato di mettere in atto) e i fedelissimi della Premier si sono attivati immediatamente per cercare di sminuire l’importanza di quanto accaduto.
Bignami mette le mani avanti
Primo fra tutti il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, che in piazza Montecitorio si è affrettato a dichiarare “(il risultato del referendum) non incide sulle sorti del Governo, lo abbiamo sempre detto e lo diciamo ora”.
La delusione di Sallusti
Il giornalista Alessandro Sallusti, presidente del comitato nazionale del “Sì riforma”, ha poi commentato la sconfitta arrampicandosi sugli specchi: “Il contro paga sempre più dell’essere a favore, nel corso di queste settimane ci siamo chiesti se cambiare l’impostazione della campagna, ma abbiamo detto no, noi siamo per la riforma non contro qualcuno.
Mi spiace per la riforma e per il rallentamento di una stagione riformista per il Paese ovviamente noi rispettiamo la scelta degli elettori”.
Ad ogni modo questo referendum sulla giustizia ha dimostrato che cittadini sono ancora pronti a partecipare e ha dato un segnale positivo sullo stato di salute della nostra democrazia.
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