Il dossier delle primarie per scegliere il candidato premier del campo progressista è ancora aperto. Giuseppe Conte, presidente del M5S, dopo un iniziale scetticismo, riapre alla possibilità delle primarie, mentre Schlein resta fissa sulla necessità di un voto popolare. Si alza invece il muro di Avs che spinge per un accordo di governo.
Fuga in avanti di Dario Franceschini che ipotizza di inserire nella coalizione la sindaca di Genova, Silvia Salis, come possibile federatrice dell’area di centro. Intanto, non si fermano le polemiche per la foto dei quattro leader del centrosinistra riuniti per discutere il programma. A pesare è l’assenza dei leader dell’area di centro, in particolare del fondatore di Italia Viva, Matteo Renzi.
Bonaccini (Pd): “Parlare ora di primarie è una sciagura”
Con la futura coalizione ancora in fase di definizione, quindi, i leader del centrosinistra si interrogano su quale sia il metodo migliore per scegliere il nome più adatto a sfidare Giorgia Meloni. Conte ricorda la necessità di evitare “un’accozzaglia”, in favore di una coalizione che abbia un programma solido e capace di rappresentare l’alternativa.
La segretaria del Pd, Elly Schlein, è convinta che le primarie siano il metodo migliore per individuare il candidato premier, ma nel Pd c’è chi frena sulle tempistiche di questo progetto. “Parlarne adesso sarebbe sciagurato secondo me”, ha chiarito il presidente Stefano Bonaccini, sottolineando che la scelta potrebbe essere affidata anche al partito che otterrà più voti alle urne. “Adesso dobbiamo lavorare sul programma e sui contenuti”, ha specificato allineandosi a quanto dichiarato da Conte.
Bonelli (Avs): “Noi siamo per l’accordo politico, non le primarie”
Alleanza Verdi e Sinistra non cambia posizione e continua a dirsi contraria alle future primarie. “Noi siamo per l’accordo politico, ma prima di ogni cosa viene il programma e non ci stancheremo mai di dirlo”, ha dichiarato il leader di Europa Verde, Angelo Bonelli. Inoltre, prima di concentrarsi sul nome del candidato è necessario comprendere chi effettivamente sarà parte di questa coalizione.
“Noi ci siamo, è il centro che deve accelerare”, ha chiarito, definendo “surreale” la polemica nata intorno alla foto scattata insieme a Nicola Fratoianni, Schlein e Conte. Il campo progressista deve dotarsi anche di una quarta gamba di centro, che potrebbe non essere composta solo da Matteo Renzi. Sul tavolo c’è infatti la possibilità di includere Progetto Civico Italia di Alessandro Onorato, Più Uno dell’ex direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, così come +Europa di Riccardo Magi.
Franceschini (Pd): “Salis si unisca al progetto del campo progressista”
A confermarlo è anche Dario Franceschini del Pd che, in un’intervista a Repubblica, ha sottolineato l’importanza dei moderati all’interno della coalizione. “Si tratta di un’area fondamentale per vincere le elezioni e va costruita un’aggregazione”, ha sostenuto, chiarendo che al momento questo settore è composto da esperienze variegate, come civici, riformisti e moderati.
L’ex ministro della Cultura lancia anche un appello alla sindaca di Genova, Silvia Salis: “Siccome serve generosità da parte di tutti, io spero che si metta a disposizione di questo progetto”. Incalzato sulla possibilità che questa sia la possibile “federatrice della quarta gamba del centrosinistra”, Franceschini ha dichiarato: “Tutti riconoscono a Salis le capacità necessarie per fare questo lavoro, poi cosa succederà in futuro si vedrà”.
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