Arrestato l’autore degli spari del 25 aprile
Si chiama Eithan Bondi, ha 21 anni ed è uno studente che si mantiene facendo il rider. Questo è il profilo dell’autore degli spari contro il corteo dell’Anpi a Roma, lo scorso 25 aprile. Con un fucile da softair ha aperto il fuoco sulla folla, colpendo una coppia, che è rimasta lievemente ferita. A incastrarlo sono state le telecamere di sicurezza, che hanno ripreso parte della targa del suo scooter e una busta di una società per le consegne a domicilio. Al momento dell’arresto ha dichiarato di essere iscritto alla Brigata Ebraica, ha confessato gli spari, ma non ha voluto chiarire il movente dietro il suo gesto (Corriere della Sera).
Il pericolo, come spiegato anche da Gad Lerner, è che il clima in Italia si stia scaldando troppo. “Da tempo denunciamo una degenerazione squadristica di elementi che, in nome dell’autodifesa, minacciano e aggrediscono nelle scuole e nelle strade chi individuano come nemico di Israele”, ha spiegato il giornalista, provocando un certo sdegno nella comunità ebraica romana, che ha subito respinto la possibilità. Eppure, sembra che la violenza del 7 ottobre e la polarizzazione mediorientale si stiano trasferendo in Italia e in Europa, giorno dopo giorno (La Repubblica).
Putin telefona a Trump
Vladimir Putin ha lasciato per un’ora e mezza i panni dell’invasore per indossare quelli del mediatore. In una lunga telefonata con Donald Trump, il presidente russo ha cercato di trovare una soluzione per il conflitto in Iran. Secondo i suoi piani, sarà Mosca a conservare le riserve di uranio arricchito di Teheran in cambio di un cessate il fuoco definitivo in Medio Oriente. Inoltre dal 9 maggio, data simbolica per la Russia in quanto si festeggia il giorno della memoria della Vittoria, sarà in vigore anche una tregua in Ucraina (Il Giornale).
L’opzione sembra allettante per il presidente Usa. Trump è per ora impantanato in un conflitto che sembra senza via di uscita. Né gli Stati Uniti né l’Iran sembrano pronti a cedere alle richieste dell’altro. La tregua intanto prosegue fino a data da destinarsi e lo Stretto di Hormuz resta chiuso. Il tycoon ha dichiarato di voler mantenere il blocco navale finché Teheran non accetterà un accordo che risponda alle preoccupazioni Usa sul nucleare. L’Iran continua a inviare proposte, ma da Washington giungono solo risposte negative. Intanto, il prezzo del petrolio continua a salire e le economie mondiali, compresa quella statunitense, pagano il prezzo di una guerra di cui si è già dimenticato lo scopo (Il Fatto Quotidiano).
Primo via libera a Roma Capitale
In Italia fa discutere quanto accaduto ieri nell’Aula della Camera durante la votazione per il ddl Roma Capitale, ovvero la proposta di legge per dotare il Campidoglio di maggiori poteri, come nel resto d’Europa. Una richiesta che è giunta sia da FdI che dal sindaco di Roma, il democratico Roberto Gualtieri, con il contributo del Pd. Eppure, al momento del voto, il partito di Elly Schlein si è astenuto insieme ad Italia Viva. Avs e M5S hanno invece votato contro. Una presa di posizione “costruttiva” che però preoccupa il centrodestra: senza un accordo tra maggioranza e opposizione la riforma potrebbe andare al referendum (Il Messaggero).
“Risulta impossibile accogliere l’invito del Pd a fare riforme condivise, se poi è lo stesso che non vota una riforma condivisa e che rafforza il ruolo istituzionale della Capitale, a prescindere da chi la governa”, ha criticato Giorgia Meloni (Il Tempo). Il Pd si è astenuto per la mancanza di una legge ordinaria con i finanziamenti e la definizione delle funzioni legislative di cui Roma sarà dotata. Per alcuni è il primo passo della campagna elettorale per le comunali della Capitale, dove il centrodestra non ha ancora candidato il nome dello sfidante di Gualtieri (La Repubblica Roma).
I dubbi sull’adozione di Minetti
Nel caso Minetti sorgono dubbi anche sul processo di adozione del minore da parte dell’ex consigliera e del suo compagno. Secondo l’indiscrezione de Il Fatto, il minore avrebbe i genitori biologici in Uruguay. Con una causa civile Minetti sarebbe riuscita a destituirli della responsabilità genitoriale e ad adottare il piccolo. Nel frattempo, in Uruguay, è stato destituito il responsabile dell’ente per la gestione delle adozioni. Diversi minori dati in adozione, infatti, sono stati reclamati dai genitori biologici e allontanati da quelli adottivi (La Stampa).
Intanto, il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, smentisce di aver mai visitato Minetti e il compagno in Uruguay. Nel corso della visita tra l’1 e il 3 marzo, in occasione dell’insediamento del presidente, non vi sarebbero stati spostamenti al di fuori del programma. Il Guardasigilli sostiene di essere sempre stato accompagnato dall’ambasciatore, dai funzionari e dal cerimoniale, come previsto dal protocollo (Corriere della Sera).
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