Il conflitto tra Washington e Teheran ha fatto emergere le divisioni tra la leadership iraniana e il corpo radicale, che fa capo alla Guida Suprema Mojtaba Khamenei. I cosiddetti falchi, i più intransigenti, guardano con scetticismo le iniziative delle tre colombe: il presidente dell’Iran Masoud Pezeshkian, lo speaker parlamentare Mohammad Ghalibaf e il ministro degli Esteri Abbas Araghchi. Sono ritenuti troppo accondiscendenti nei colloqui con gli Stati Uniti per il raggiungimento della pace nel Golfo. Il timore dell’ala vicina all’ayatollah è che i tre capi delegazione stiano progettando un «golpe bianco» contro il cuore della Repubblica Islamica.
L’attuale Guida Suprema, infatti, – che ha sostituito il padre Ali Khamenei, dopo la sua uccisione lo scorso 28 febbraio – è ferito e rimane nascosto per paura di essere preso di mira dai raid americani. In sostanza, è fuori gioco, in un contesto dove le tre colombe stanno rafforzando la loro autorità a Teheran, come punti di riferimento dei negoziati con gli USA. La CNN spiega che è proprio questa la paura che affligge l’ala radicale, sostenuta e difesa dalle Guardie della Rivoluzione islamica. Sarebbe lo scopo primario che ha spinto, secondo i falchi, le tre colombe ad assecondare alcune delle richieste della Casa Bianca, ergendosi così a promotori della pace nella Regione.
Le incrinature interne alla Repubblica Islamica sono diventate lampanti anche durante i funerali di Ali Khamenei. La folla ha gridato «morte al compromesso» al passaggio di Masoud Pezeshkian e «traditore venduto» contro Abbas Araghchi, mentre gli ultraconservatori iraniani hanno sostenuto che Mohammad Ghalibaf abbia «di fatto ordito un vero e proprio colpo di Stato contro Mojtaba». Gli encomi riservati alle tre colombe dal Presidente USA Donald Trump, poi, non hanno certo favorito la distensione: «Sono persone forti, intelligenti, probabilmente molto più intelligenti e furbe del primo e del secondo gruppo di leader iraniani. Non sono radicalizzati e credo potranno aiutare il loro Paese». Ma nel frattempo, tra i falchi e i loro fedelissimi, c’è qualcuno che reclama la «vendetta» per la «morte del martire Khamenei».
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