La manifestazione unitaria che si è svolta ieri a Napoli alla presenza della segretaria del Pd, Elly Schlein, del presidente del M5S, Giuseppe Conte, e dei leader di Avs, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni non è stata accolta con favore da centristi e riformisti del Pd, per ora ancora esclusi dal tavolo dei lavori per il nuovo Campo Progressista. Il leader di Azione, Carlo Calenda, seguito dalla fuoriuscita del Pd, Pina Picierno, e da altri esponenti del centro, ha scelto Conte come avversario privilegiato per cercare di indebolire la rinnovata alleanza.
Nello specifico, a scatenare la polemica è stata una frase dell’ex Presidente del Consiglio: “Stanno costruendo una minaccia russa per convincerci ad armarci fino ai denti”. Una critica al percorso di riarmo intrapreso dal governo Meloni che in pochi minuti ha scatenato vari botta e risposta sui social, con tweet e post necessari a sottolineare che il M5S non può considerarsi un alleato del Pd o del resto del centrosinistra.
Una situazione colta al balzo dal leader di Forza Italia, Antonio Tajani, che si è rivolto ai riformisti e ai cattolici ricordando loro che nel centrodestra è possibile trovare un accordo. “Pensiamo alle parole di Conte sulla questione russa. Una fetta di chi aveva votato centrosinistra alle scorse elezioni è senza casa”, ha dichiarato, per poi aggiungere: “Noi diciamo che è questa casa vostra”. Le elezioni politiche del 2027 si avvicinano ed entrambi gli schieramenti si preparano ad accaparrare più consensi possibile, ampliando le coalizioni.
L’interesse dei riformisti per Forza Italia
Non si esclude, dunque, che questi partiti e movimenti possano guardare con interesse a Forza Italia. Lo stesso partito che negli ultimi mesi ha vissuto una svolta liberale. Anche la senatrice azzurra, Licia Ronzulli, conferma questa ipotesi, lanciando a sua volta un attacco alla nuova coalizione: “E Schlein? E gli altri leader del campo largo? Muti. Quando Conte parla, il resto della sinistra finge di non sentire”.
Schlein accusata di inseguire Conte
Una narrazione ribadita anche da diversi altri esponenti del centro. “A Napoli, ancora una volta, Schlein ha fatto finta di niente, e come sempre si finge morta”, ha scritto sui social la presidente del Parlamento Ue e fondatrice di ‘Spazio pubblico’, Pina Picierno. Anche Carlo Calenda non lascia la sua posizione e critica il silenzio della segretaria del Pd sulle parole di Conte.
Ben più pragmatico Matteo Renzi, che invece propone l’apertura della coalizione alla componente riformista, affinché si possa trovare un compromesso sul posizionamento internazionale e sulle misure economiche. Sembra quindi che la versione per cui all’interno di una coalizione è importante che ogni partito mantenga la sua posizione unica valga solo per il centrodestra.
Fratoianni e Bonelli: “Siamo contrari al riarmo come Conte”
A chiarire quanto accaduto, invece, sono intervenuti Fratoianni e Bonelli. Il primo ha ricordato che il centrosinistra è da sempre contrario al riarmo, perché “l’idea che per preparare la pace sia necessario prepararsi alla guerra è completamente infondata”. Il portavoce di Europa Verde si è invece detto “scandalizzato” dalla polemica nata dalle parole di Conte e ha ribadito che l’Italia non ha le risorse sufficienti per affrontare un costo simile: “Dove li prendiamo questi soldi? Dove li tagliamo? È evidente che si tagliano la sanità, i servizi sociali, la scuola e noi ci schieriamo ovviamente da un’altra parte”.
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