“Anche se moltiplicaste le preghiere, io non ascolterei: le vostre mani grondano sangue”. Con una pacatezza che si scontra con la severità delle sue parole, Papa Leone XIV interpreta la lettura del Vangelo, affacciandosi su Piazza San Pietro. Nessuna prova d’appello per i promotori della guerra, che compiono atrocità dietro la parola di Dio.
Colui che, rimarca, rifiuta ogni conflitto e non ascolta la chiamata di chi ne è responsabile. È inconcepibile per il Vescovo di Roma – che mai trascende nei modi, ma sa essere tanto assertivo quanto irremovibile – rimanere indifferenti di fronte al “gemito di dolore di tutti coloro che sono oppressi dalla violenza”.
E non si limita, neanche questa volta, nella denuncia dell’azione dei potenti che fanno piovere bombe sugli innocenti: “Tutti quelli che prendono la spada, di spada moriranno. Deponete le armi“. La sua speranza è che “le ingiustizie dei popoli” abbiano “i giorni contati” e che “i bagliori delle guerre” si stiano “riducendo agli ultimi rantoli”.
È una predica pronunciata di fronte a una folla coinvolta, ma che rimane inascoltata proprio da coloro che considerano la fede parte integrante della propria ideologia politica. Da Benjamin Netanyahu a Donald Trump, che pensa di essere un inviato del Signore. L’appello del Papa si chiude così con un invito: “Guardiamo come Gesù si pone davanti al male”.
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