domenica 27 Settembre 2026
Shelly Kittleson. Immagine tratta dal suo profilo X

Liberata Shelly Kittleson, giornalista americana a Baghdad

La reporter era stata sequestrata a fine marzo. Rilasciati in cambio alcuni miliziani di Kataib Hezbollah

Di Giustino Marai
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La giornalista americana Shelly Kittleson è stata liberata dopo una settimana di prigionia a Baghdad. Lo riportano diverse fonti internazionali, citando funzionari della sicurezza irachena e la stessa milizia Kataib Hezbollah. In una nota, il ha spiegato di aver deciso il rilascio “in segno di apprezzamento per le posizioni patriottiche” del premier iracheno, imponendo però alla reporter di lasciare immediatamente il Paese. Secondo il , la liberazione sarebbe avvenuta in cambio del rilascio di alcuni detenuti legati alla milizia.

Il rapimento

La reporter, residente da anni in Italia e collaboratrice di diverse testate europee tra cui Le Monde e Il Foglio, era stata rapita in pieno giorno nel centro della capitale irachena. Secondo la fornita dalle autorità, Kittleson era stata avvicinata da un’auto da cui erano scesi uomini armati che l’avevano costretta a salire a bordo. Un diffuso dai media locali mostrava le fasi concitate del rapimento. Le forze di sicurezza avevano reagito immediatamente, inseguendo il veicolo dei rapitori: durante la fuga l’auto si era ribaltata e uno dei sospettati era . Secondo Al Arabiya, l’, identificato come l’autista della macchina incidentata, portava un badge riconducibile a un ente di sicurezza. Le autorità avevano sequestrato il mezzo e avviato le operazioni per individuare i complici. Nelle stesse ore, un funzionario statunitense aveva riferito dell’arresto di una persona legata proprio a Kataib Hezbollah.

Le crescenti

Nelle ultime settimane l’ambasciata degli Stati Uniti a Baghdad aveva lanciato diversi allarmi sul rischio di rapimenti, soprattutto dopo l’escalation legata al conflitto con l’. Da allora le milizie filo-iraniane hanno infatti intensificato gli attacchi contro gli obiettivi occidentali nell’area. Negli ultimi anni non erano però mai mancati casi di sequestri, violenze e omicidi contro attivisti, ricercatori e reporter. Solo nel settembre era stata liberata la ricercatrice russo-israeliana Elizabeth Tsurkov dopo oltre due anni di prigionia.
Le autorità irachene hanno ribadito il massimo impegno per garantire la sicurezza degli ospiti stranieri e promesso di agire con fermezza contro chiunque tenti di destabilizzare la regione.

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