domenica 30 Agosto 2026
Iran, petroliera nello stretto di Hormuz ph Ansa

L’illusione della pace tra USA e Iran: nella notte ricominciano gli attacchi incrociati nel Golfo

I Pasdaran hanno lanciato missili e droni tra Kuwait, Bahrain e Stretto di Hormuz. Mentre Trump ha ordinato al Centcom di rispondere alle rappresaglie

Di Maria Vittoria Ciocci
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I presupposti dell’accordo siglato in Svizzera sono deboli. Nella notte una di attacchi incrociati da e Iran si sono susseguiti senza sosta e hanno coinvolto nuovamente i Paesi del Golfo, tra cui Kuwait e Bahrain. Una che si è tramutata in un conflitto a bassa intensità, ma che comunque non sembra volersi spegnere del tutto. raid dei Pasdaran e delle unità militari americane, si sono alternati i post intimidatori di Trump su Truth: «Non impareranno mai!», lamenta il tycoon, «Potrebbe arrivare il momento in cui saremo costretti a portare a termine militarmente l’opera che abbiamo iniziato con grande successo». Dunque specifica: «Se ciò accadesse, la Repubblica Islamica dell’Iran cesserebbe di esistere!».

A confermare i ripetuti attacchi statunitensi è anche il Comando Centrale degli Stati Uniti per il Medio Oriente (Centcom), che sottolinea di aver agito su ordine diretto del in risposta alle rappresaglie iraniane nello Stretto di Hormuz. In particolare, ai danni della petroliera Kiku.

Note e comunicati infuocati tra le parti diventano specchio delle tensioni nella regione. Anche le Guardie della Rivoluzione, infatti, rispondono formalmente alle minacce dell’inquilino della Bianca: «Qualsiasi aggressione nemica, qualunque sia il pretesto, anche contro obiettivi insignificanti riceverà una risposta implacabile». Avvertimento a cui ribatte il vicepresidente JD : «Alla risponderemo con la violenza».

Nel frattempo è arrivata dal Kuwait la condanna degli attacchi dei Pasdaran, definiti una «flagrante violazione della sua sovranità». Il ministero degli Affari Esteri locale ha sottolineato quanto la ripresa delle rappresaglie non faccia altro che mandare in fumo gli sforzi per un cessate il fuoco permanente, in quanto «rappresentano una sfida diretta alla volontà internazionale di sostenere questo percorso». Ha aggiunto che, alla di quanto accaduto nella notte, il Paese «si riserva il pieno diritto di adottare tutte le misure necessarie per salvaguardare la propria sovranità».

E pensare che, reduce dalla firma del memorandum a Ginevra, Donald Trump aveva proclamato la «resa incondizionata dell’Iran». Lo stesso aveva fatto anche la Repubblica Islamica. Due narrazioni completamente diverse del conflitto, che convergono però su un unico punto centrale: la guerra nel Golfo non è ancora finita.

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