mercoledì 15 Luglio 2026
Villa Taverna

L’Independence Day tra imbarazzi e sorrisi forzati. Meloni diserta e invia la sorella Arianna

Un clima spento e tirato nei cortili dell’ambasciata USA a Roma. Gran parte dell’opposizione non si presenta, mentre la premier preferisce la festa dell’Uil a Padova

Di Maria Vittoria Ciocci
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A Villa Taverna, ambasciata degli Stati Uniti a Roma, si respira un clima spento. Nulla a che vedere con la pomposa celebrazione organizzata lo scorso anno in occasione dell’. Quando la premier con fierezza posava con il suo vestito di pizzo rosa di fronte alla bandiera americana. Questa volta la leader di Fratelli d’Italia ha pensato bene di disertare, impegnata a Padova alla festa dell’Unità del Lavoro (Uil). Al suo posto c’era la sorella Arianna, che ha approfittato per difenderla di nuovo dai rimproveri del Presidente Trump: «Le stoccate non ci fanno effetto. È stato bullismo».

Il tycoon infatti è tornato a criticare i Paesi , e soprattutto l’Italia, per lo scarso contributo in termini di investimenti militari. Un tema caro anche al ministro della Difesa Guido Crosetto, reduce dalla sofferenza patita di fronte alla scelta del Governo di fare un passo indietro sull’adesione al programma SAFE dell’UE e sul raggiungimento del 2% del Pil nella difesa entro il 2027.

Ma accanto a Crosetto, intercettato dai cronisti a Villa Taverna, c’è anche il presidente del Senato Ignazio La Russa. Quest’ultimo, un po’ provato per il caldo, trova la forza di difendere l’operato di Palazzo Chigi, spiegando che «noi dobbiamo giustamente contribuire per la nostra indipendenza e libertà», ma – riporta La Stampa«l’Italia non sta facendo il pesce nel barile». Come invece sostiene l’inquilino della Bianca. Che non viene praticamente mai nominato. Gli esponenti della maggioranza si riferiscono a lui come «nostro grande alleato». Un espediente volto a orientare il dibattito sull’asse Roma-Washington e non Meloni-Trump. Che ormai non esiste più.

L’ la grande assente

Nessuna traccia degli esponenti di Avs e del M5S. In un primo momento si pensava che i pentastellati inviassero una delegazione. Alcuni vociferavano che lo stesso leader Giuseppe Conte decidesse di partecipare. Alla fine a Villa Taverna si sono riunite poche anime dell’opposizione: il segretario di Italia Viva-Casa Riformista Matteo Renzi, il presidente Pd Boccia e l’ex ministro dem Lorenzo Guerini.

A un certo punto, a spezzare il chiacchiericcio, ci hanno pensato tre elicotteri a stelle a strisce che hanno sorvolato in formazione i cieli della Capitale. E così Matteo Renzi non ha perso l’occasione per fare ironia: «Eccoli, sono venuti a prendere Crosetto perché Meloni non vuole pagare i militari della NATO». Mentre il ministro, come riporta Repubblica, ha risposto affranto: «Dai, siamo all’ambasciata americana…».

Non era di buon umore neppure Boccia che, scrive sempre Repubblica, ha trascorso gran parte del tempo a disquisire con Benedetto Della Vedova sulle dell’ex ambasciatore USA David Thorne riguardanti la web tax approvata su sua iniziativa. Dopodiché ha commentato: «Sono venuto per timbrare il cartellino. I presidenti passano, i popoli restano».

Infine, a conclusione dell’evento, i vicepremier e Matteo Salvini, il ministro Crosetto e il presidente del Senato Ignazio La Russa sono stati inviati a scattare la foto di rito insieme all’ambasciatore USA in carica: Tilman J. Fertitta. Un’istantanea che, peraltro, descrive perfettamente i rapporti tra la Casa Bianca e il italiano, con tre esponenti politici che forse avrebbero preferito andare al mare e l’assenza assordante della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

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