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sabato 18 Aprile, 2026
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Trump

L’Iran resiste contro Usa-Israele: Trump senza strategia

Il tycoon si rifiuta di negoziare con Teheran mentre il conflitto entra nella terza settimana

Da Maria Vittoria Ciocci
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“I termini non sono ancora abbastanza buoni”. Donald Trump non ha intenzione di negoziare con Teheran, almeno per il momento. Di rimando le Forze di Difesa israeliane hanno identificato “migliaia di obiettivi” da colpire per indebolire gli ayatollah. Ma la Repubblica Islamica ha mostrato una resilienza che i suoi nemici non avevano valutato. La leadership iraniana ribadisce di non vedere “alcuna ragione” che la spinga a cercare un accordo con Usa e Israele. I pasdaran sono irremovibili: hanno giurato che uccideranno Benjamin Netanyahu.

Il conflitto entra nella terza settimana e non è ancora chiaro quale sia la strategia del tycoon. L’impressione è che la situazione gli sia sfuggita di mano. Non c’è nessun piano sul tavolo e quando i cronisti gli hanno chiesto quali siano questi fantomatici “termini”, il presidente ha risposto: “Non voglio rivelarlo”. Solo su un punto appare chiaro: impedire agli ayatollah di dotarsi di un’arma nucleare. Ma la Epic Fury, che doveva scagliarsi sui “nemici degli Usa”, al momento fa acqua da tutte le parti.

Il nodo di Hormuz

Per quanto Trump continui ad affermare che “non c’è più niente da distruggere”, è evidente che il regime abbia ancora delle carte da giocare. Continua, infatti, la pioggia di missili sui Paesi del Golfo ed Israele. Kuwait compreso, dove un drone ha distrutto un contingente italiano. “In coordinamento con i nostri alleati, abbiamo piani fino almeno a Pesach – la Pasqua ebraica, n.d.r. –, tra circa tre settimane” – ha detto invece il portavoce delle Idf Effie Defrin alla Cnn.

Tuttavia è lo Stretto di Hormuz la principale preoccupazione. Nonostante i bombardamenti Usa sull’isola di Kharg, dove passa il 90% dell’export di petrolio greggio iraniano, Teheran non ha manifestato nessun dietrofront sul blocco. Donald Trump – anche in questo caso senza una linea chiara – ha invitato caoticamente altri Paesi a intervenire. Un appello che però è caduto nel vuoto. Tanto che in serata si è messo di traverso: “Se non ci sarà alcuna risposta o se la risposta sarà negativa, penso che sarà molto grave per il futuro della Nato“. Il tycoon, peraltro, si è rivolto anche alla Cina, minacciando di disdire l’incontro programmato a Pechino.

C’è poi il nodo dei Marines Usa: Washington temporeggia, mentre gli ufficiali avvertono il presidente sul potenziale pericolo. In questo contesto, il Wall Street Journal individua due opzioni plausibili: sfruttare al massimo la potenza aerea, neutralizzando le postazioni di lancio iraniane, oppure cedere all’impiego di truppe di terra. Nel frattempo, da Teheran, il Ministro degli Esteri Abbas Araghchi ribadisce: “Questa guerra finirà quando saremo certi che non si ripeterà e che verranno pagate le riparazioni”. E mentre Trump afferma di non sapere “se Mojtaba sia ancora vivo”, la leadership iraniana lo smentisce anche su questo: “Sta bene e governa l’Iran”.

 

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