Durante un’intervista a Fox News il Presidente americano Donald Trump ha annunciato che la guerra in Iran è vicina alla conclusione: “Penso sia quasi finita. Sì, intendo dire che credo sia molto vicina alla conclusione”.
L’inquilino della Casa Bianca ha detto alla giornalista Maria Bartiromo che dopo il conflitto l’Iran avrebbe bisogno di “20 anni” per la ricostruzione.
Nonostante Trump sia convinto che presto potrebbe essere raggiunto un accordo con Teheran, ha alluso al proseguimento del conflitto: “Non abbiamo finito, vedremo cosa accadrà”.
Quello del Presidente americano è l’ultimo di almeno sei annunci di fine conflitto dall’inizio della guerra in Medio-Oriente: “Gli Stati Uniti potrebbero finire la guerra in due, tre settimane”, “la guerra finirà presto”, “la guerra è vicina alla conclusione”. Sono tutte dichiarazioni fatte da Trump da marzo in poi, tuttavia la deadline è sempre stata rimandata di settimana in settimana.
Il fallimento del primo round dei negoziati
Un passo concreto verso la sospensione dell’offensiva è stato raggiunto lo scorso aprile, con il cessate il fuoco di due settimane. Tuttavia il fallimento del primo round dei negoziati, con le delegazioni americane e iraniane che hanno lasciato Islamabad, ha fatto riaccendere le ostilità, culminate nel blocco navale statunitense nello Stretto di Hormuz.
JD Vance al lavoro affinchè l’Iran non abbia il nucleare
Secondo quanto dice Trump, gli iraniani vorrebbero fare un accordo “a tutti i costi”. Il dialogo tra Washington e Theren sarebbe ancora in corso e presto potrebbe essere avviata una seconda fase dei negoziati. Il Vicepresidente statunitense JD Vance, infatti, ha mostrato apertura nei confronti dell’Iran, ribadendo che l’amministrazione statunitense è pronta a favorire la prosperità di Teheran, a patto che non possegga l’arma nucleare.
Questo è stato uno dei punti critici che ha contribuito a far concludere con un nulla di fatto il primo round di negoziati: gli Stati Uniti non sono disposti ad accettare che l’Iran continui con il suo programma di arricchimento dell’uranio. A tal proposito JD Vance ha detto: “Stiamo lavorando proprio per garantire che non avvenga.”
Intanto lo Stretto di Hormuz, altro punto problematico per il raggiungimento di un’intesa, continua a essere bloccato.
Le posizioni dei due Paesi coinvolti nel conflitto sembrano ancora inconciliabili, tuttavia, in base a quanto comunicato dalle massime autorità statunitensi, qualcosa potrebbe essersi smosso.
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