Nessun contatto tra Washington e Teheran, “nemmeno tramite un intermediario”. Lo ha confermato una fonte iraniana anonima – vicina alle Guardie della rivoluzione islamica – all’agenzia di stampa Fars. La verità, afferma, è che Donald Trump “ha fatto marcia indietro” a fronte della “pressione dei mercati finanziari e la minaccia ai titoli di Stato”. Inoltre avrebbe giocato un ruolo fondamentale l’avvertimento della Repubblica Islamica riguardante “le centrali elettriche”, finite nel mirino dei pasdaran. L’atteggiamento, in parte conciliante, mostrato dal tycoon nelle ultime ore è percepito dalla leadership iraniana come una “ritirata”.
La fonte sottolinea, peraltro, che “con questo tipo di guerra psicologica, né lo Stretto di Hormuz tornerà alle condizioni pre-belliche, né tornerà la calma sui mercati energetici”. Aggiunge che, dall’inizio del conflitto, effettivamente sono giunti a Teheran messaggi “da parte di alcuni mediatori”. La risposta iraniana però non è mutata nel corso delle quattro settimane di ostilità: “Continueremo a difenderci finché non avremo raggiunto la necessaria deterrenza”. Neppure l’ultimatum del Presidente degli Stati Uniti è servito a intimorire il regime, che garantisce: “Noi continueremo a rispondere e a difendere ampiamente il Paese”.
Trump viene così, per l’ennesima volta, smentito. Da diversi giorni il tycoon allude a presunti negoziati con la leadership iraniana. E prontamente l’altra parte nega qualsiasi coinvolgimento.
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