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sabato 18 Aprile, 2026
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Giorgia Meloni ph Instagram

Meloni resta ottimista: “L’affluenza è una buona notizia”

Dopo giorni di silenzio la premier è riapparsa in pubblico in occasione del voto, preferendo lasciarsi andare solo ad una riflessione sul significato della percentuale di votanti e non sulle possibili implicazioni di una sconfitta

Da Laura Laurenzi
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Dopo una campagna elettorale piuttosto burrascosa, con apparizione in Tg ma anche podcast, Giorgia Meloni è rimasta in silenzio per circa tre giorni in vista del Referendum sulla Giustizia. A parlare per lei c’erano i suoi fedelissimi, così come buona dell’opinione pubblica che in questi ultimi giorni si è particolarmente interessata al voto.

Solo oggi, a poche ore dalla chiusura dei seggi, la Premier è riapparsa. Scheda elettorale alla mano, si è fermata a parlare con i cronisti fuori dal seggio della Scuola Primaria Rosalba Carriera, in zona Spinaceto, che si trova nel quadrante sud di Roma. “L’affluenza è una buona notizia, in generale la democrazia è una buona notizia“, ha commentato in risposta ad una domanda sui numeri di elettori registrati in questi due giorni. Nessun commento, invece, sulle possibili implicazioni della vittoria del “No”.

Alle 23 di ieri, primo giorno di voto, si era recato a votare il 46% degli italiani. Numeri da record per un Paese in cui l’astensionismo è ormai il partito con più consensi. La Presidente del Consiglio si è detta soddisfatta e ha poi chiesto informazioni agli scrutatori sull’affluenza odierna, che sembra più bassa di quella di ieri.

Il rebus dell’affluenza

Essendo costituzionale, il Referendum non necessita del quorum, per cui basterà conteggiare la scelta con più voti. Eppure, sin dall’inizio della campagna, era apparso chiaro che il numero reale di votanti avrebbe potuto modificare l’esito del voto. Una teoria che però nasconde numerose incertezze.

Non vi è una regola certa che possa permettere di prevedere l’esito di questo referendum. Fino a pochi giorni fa non si riteneva possibile neanche raggiungere un’affluenza di tali dimensioni alle urne. “Nell’ultimo periodo c’è stato un balzo di 10 punti, non era possibile prevedere un 60% finale”, spiegano da Noto sondaggi, dove viene chiarito che ad aumentare sia stata proprio la percentuale dei più giovani.

A pesare è stata la forte politicizzazione del voto. Sia a destra che a sinistra, i partiti politici hanno invitato i loro elettori a recarsi alle urne. Nonostante qualche ultimo scetticismo, il popolo italiano ha risposto in massa. Resta da capire se questa scelta sarà decisiva per la causa della premier.

Leggi anche: Referendum, Meloni al bivio tra egemonia e crisi

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