La commissione europea avrebbe esortato gli Stati membri a ridurre gli obiettivi di stoccaggio del gas in vista dell’inverno. A riferirlo è il Financial Times, che cita una lettera inviata dal commissario Ue per l’Energia, Dan Jorgensen, a tutti i Paesi membri. L’invito è quello di ridurre dal 90% all’80% l’aliquota minima di stoccaggio, utilizzando la “flessibilità” per ridurre la domanda da parte di famiglie e industrie in un momento in cui il prezzo del gas sta raggiungendo picchi storici. L’obiettivo, quindi, è evitare che questi si affrettino a reintegrare le loro riserve.
A pesare su questa scelta è ovviamente l’instabilità generata dal conflitto nel Golfo, che prosegue senza sosta fino a data da destinarsi. L’Europa, quindi, sta cercando di mitigare i rincari e la crisi economica generata da costo dei carburanti. La riduzione degli obiettivi di stoccaggio risponde proprio a questo bisogno, in quanto i Paesi membri avranno meno pressioni sull’acquisto di gas nel corso dei mesi estivi e avranno più tempo per cercare soluzioni sostenibili a livello finanziario.
Questa nuova flessibilità, infatti, permetterà di adattare le scorte sulla base delle reali condizioni di mercato, evitando l’acquisto di gas in momenti storici non convenienti. In quest’ultima settimana, i prezzi del gas in Europa sono aumentati del 21,5% a causa degli attacchi alle infrastrutture energetiche del Medio Oriente.
Proprio per questo, il consiglio del commissario è quello di iniziare gradualmente a riempire le riserve per evitare una “corsa di fine estate” che metterebbe pressione sui mercati. L’ideale sarebbe attendere fino al 1° dicembre per raggiungere gli obiettivi, così da diluire al meglio la richiesta e attendere una diminuzione della crisi generata dal conflitto in corso. Una corsa ai ripari che dimostra ancora una volta la gravità della situazione attuale.
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