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sabato 18 Aprile, 2026
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Giorgia Meloni e Abdelmadjid Tebboune Ph Ansa

Meloni vola in Algeria per chiedere più gas: l’Italia sotto pressione dopo gli attacchi in Qatar

Mercoledì prossimo la premier tratterà con Algeri per ottenere maggiori importazioni di gnl ed evitare ulteriori rincari nei carburanti e in bolletta

Da Laura Laurenzi
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Giorgia Meloni volerà in Algeria il prossimo mercoledì per negoziare un aumento delle spedizioni di gas verso il nostro Paese. Ormai sembra chiaro che la guerra nel Golfo potrebbe proseguire ancora a lungo e che i prezzi dei carburanti e delle bollette potrebbe proseguire la loro crescita fino a cifre record.

La visita di Meloni in Algeria dimostra la gravità della situazione. Il nostro Paese risulta maggiormente colpito dagli aumenti del costo del gas perché in Europa è quello con la quota più alta di elettricità prodotta da gas. Per questo, all’aumentare del prezzo del gas in Italia aumenta anche il costo dell’energia. Di conseguenza, si registrano rincari generalizzati in tutti i settori. Un colpo durissimo per la competitività delle nostre aziende e per i portafogli dei cittadini.

Proprio per questo, la premier ha deciso di gestire personalmente i negoziati in corso tra Eni e Sonatrach, azienda petroliera di Stato algerina, per ottenere nuovi contratti. Al centro della questione c’è la volontà dell’Algeria di inserire i prossimi acquisti sul mercato spot, ovvero con pagamenti immediati che però risultano troppo costosi per il nostro Paese.

Un accordo cruciale necessario a sostituire gli approvvigionamenti di gas bloccati in Qatar a causa della guerra e delle restrizioni della circolazione nello Stretto di Hormuz, area chiave per il trasporto di queste materie prime. L’Algeria resta il primo partner energetico italiano, dopo l’azzeramento delle forniture russe. Da questa Nazione proviene circa il 35% del gas importato in Italia, ma ora sembra necessario aumentare questi numeri per sopperire a quanto finora proveniva dal Qatar.

Doha fornisce all’Italia circa l’11% del gas totale importato. L’attacco all’impianto di Ras Laffan, uno dei principali hub al mondo per il gas naturale liquido, ha posto l’Italia in una situazione di emergenza, anche considerando che per il ripristino totale delle attività di estrazione sono richiesti circa cinque anni.

Leggi anche: Il Dl carburanti è un fiasco: solo il 60% dei distributori si è adeguato

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