martedì 9 Giugno 2026

Ballottaggi, pareggio nei capoluoghi ma il campo largo vince la sfida delle amministrative

L’affluenza si ferma al 52,7%. La premier Meloni sostiene che i risultati confermino "la forza del centrodestra". La segretaria dem Schlein risponde: "Capovolge la realtà"

Da Maria Vittoria Ciocci
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Si è concluso il secondo round delle amministrative 2026. Sei capoluoghi sono andati ai ballottaggi: Agrigento, Arezzo, Chieti, Lecco, Macerata e Trani. Il primo dato evidente è il calo di affluenza di ben 8 punti percentuali. Si ferma infatti al 52,7%. Il secondo interessante è l’equilibrio nelle preferenze tra la coalizione di centrodestra e il fronte progressista. La sfida delle comunali, contestualizzata ai capoluoghi, si è conclusa con un pareggio: tre a tre.

I capoluoghi e il nodo Vigevano

Alla coalizione di centrodestra va Arezzo, con l’elezione di Marcello Comanducci (55,75%), che batte il candidato del centrosinistra Vincenzo Ceccarelli (44,25%). Si aggiunge Lecco: il candidato di Fratelli d’Italia Filippo Boscagli strappa la città al sindaco uscente Mauro Gattinoni in quota Partito democratico. Si aggiunge infine Macerata, che conferma nuovamente il leghista Sandro Parcaroli come primo cittadino.

Il campo largo si impone invece ad Agrigento, dove Michele Sodano (71,6%) batte nettamente l’avversario Gerlando Alonge (28,4%). Ottimo il risultato delle urne anche a Chieti. Qui il candidato Giovanni Legnini conquista il 52,4% delle preferenze, mentre Cristiano Sicari si ferma al 47,6%. Infine al centrosinistra va anche Trani, dove Marco Galiano supera il 51% mentre Angelo Guarriello si ferma alla soglia del 49%.

C’è poi il caso Vigevano. Qui la vittoria va al candidato di Forza Italia Paolo Previde Massara che si attesta al 57,3%, mentre la sua avversaria Rossella Buratti al 42,6%.

Il bilancio

Per quanto il secondo round di elezioni nei capoluoghi registri un testa a testa tra maggioranza e opposizione, gli ultimi dati Youtrend confermano una buona crescita del fronte progressista. Se si considerano tutti i diciotto capoluoghi chiamati alle urne, il centrosinistra è passato da otto a dieci sindaci eletti, la destra da cinque a sei, mentre i candidati civici sono scesi a due contro i cinque precedenti.

Considerazioni che tuttavia non toccano particolarmente la premier Giorgia Meloni, che ha celebrato il risultato con il consueto post di rito sui social: “I risultati confermano ancora una volta la forza del centrodestra, la solidità della coalizione e il suo radicamento nei territori. Avanti così, con serietà e concretezza”. La presidente del Consiglio ha poi augurato “buon lavoro a tutti i sindaci eletti nei ballottaggi, di ogni schieramento”.

Le reazioni

Pochi minuti dopo, interviene anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che scrive: “Da Lecco ad Arezzo, da Macerata a Pompei, da Viareggio a San Giovanni Rotondo, da Vignola a Cava dè Tirreni, da Comacchio a Sorrento, da Vigevano a Genzano. I dati di oggi confermano quelli del primo turno. Il centrodestra vince moltissimi ballottaggi e si conferma la coalizione protagonista. Ora tutti al lavoro per…impedire che la sinistra metta le mani nelle tasche degli italiani: né patrimoniale, né tassa di successione”.

E lo segue il ministro dei Trasporti Matteo Salvini, che festeggia Parcaroli: “Grande Sandro, sono orgoglioso del lavoro che abbiamo fatto insieme. Saranno altri cinque anni di passioni, cantieri, lavoro e cambiamenti, considerami a tua totale disposizione. È uno dei risultati di cui sono più felice negli ultimi anni. Metterò una tenda fuori dallo Sferisterio. Ora riposati Sandro, prenditi almeno 24 ore”.

Ci pensa però la segretaria dem Elly Schlein a ribadire il risultato alle urne: “Giorgia Meloni continua ad avere problemi con la calcolatrice. In questa tornata elettorale i numeri fotografano una chiara affermazione dell’alleanza progressista, con il Pd primo partito in gran parte del Paese”.

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