martedì 9 Giugno 2026
Giuseppe Conte e Beppe Grillo ph ANsa

Conte: “Grillo resta il fondatore del M5S, ma non ha mai accettato la democrazia dal basso”

Il presidente del M5S rivendica la centralità degli iscritti al Movimento rispetto alla figura del fondatore. L'ex premier ricorda di aver cercato di evitare lo scontro diretto, nonostante le ostilità dell'ex garante

Da Laura Laurenzi
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Durante la presentazione di “Una nuova primavera”, il suo primo libro politico, Giuseppe Conte rivela un retroscena inedito su una delle contese più spinose che hanno interessato il M5S. Il presidente dei pentastellati ha dichiarato di non aver mai voluto mettere al voto il ruolo del garante del Movimento. Una consultazione su un tema così delicato avrebbe aperto in ogni caso una importante lacerazione nella forza politica, che avrebbe nascosto insidie non trascurabili.

La decisione, però, è stata presa da buona parte degli iscritti e quindi non poteva essere ignorata. A provocare questa presa di posizione dura era stata la contrarietà di Grillo all’impianto di “Nova 1”, la prima assemblea costituente del partito che poneva al centro gli iscritti, permettendo loro di delineare il programma e le prerogative del M5S. Un movimento dal basso che però Grillo non aveva mai accettato del tutto.

La strategia di Grillo contro Nova

“Lui voleva incontrare il vertice di turno e trovare una soluzione, come era abituato a fare tradizionalmente”, ha spiegato Conte, aggiungendo che nel M5S dell’epoca un ragionamento del genere non era più possibile. “Quando costruisci un movimento democratico, una forza politica, non è più casa tua, è casa di tutti quelli che ci sono dentro, che partecipano, che ogni giorno contribuiscono”, ha chiarito Conte, ricordando che quella del M5S è la storia di un Movimento che è diventato partito, ma che ha sempre considerato cruciale il ruolo dell’elettorato.

L’esito della votazione è ormai noto, ma Conte ricorda come la seconda votazione sul ruolo di garante, voluta da un Grillo incapace di accettare il primo esito, avrebbe portato a una ancora maggiore distanza tra il fondatore e gli iscritti al partito. “In quell’occasione sono aumentati addirittura i numeri di chi ha detto che il garante non era più necessario e automaticamente è venuto meno il suo contributo”, ha ricordato l’ex premier.

Conte: “Non ho mai attaccato Grillo, casomai il contrario”

Conte ha però voluto specificare che oggi non è possibile cancellare quanto compiuto da Grillo, fondatore del movimento e promotore di un progetto di cui oggi è stabilmente alla guida. Il presidente ha ricordato come il suo sia sempre stato un rapporto rispettoso, mai sfociato in insulti, nemmeno quando ci sono stati dei dissidi legati alla sensazione di Grillo di non essere più centrale. “Semmai è stato lui che mi ha attaccato anche pubblicamente quando gli venivano i 5 minuti”, ha specificato.

L’ex Presidente del Consiglio ha riconosciuto che la storia non può essere modificata e che il ruolo di fondatore rivestito da Grillo deve essere riconosciuto e rispettato in quanto tale. Allo stesso modo, però, non è possibile dimenticare che lo stesso fondatore non è stato in grado di accettare il primo esperimento di democrazia deliberativa del suo partito, arrivando quindi ad essere allontanato dagli stessi iscritti del movimento che ha creato.

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