giovedì 13 Agosto 2026
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Il Dl carburanti è un fiasco: solo il 60% dei distributori si è adeguato

Il governo aveva promesso un taglio immediato di 25 centesimi al litro. Nell'11,4% dei casi, i prezzi sono aumentati

Di Giustino Marai
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A oltre 36 ore dal decreto taglia , solo il 60% circa dei distributori ha ridotto i prezzi dei carburanti. Si tratta di 12.107 impianti su tutto il nazionale. Il restante 40% non si è adeguato: il 28% ha mantenuto i listini invariati, ancora sopra i 2 euro al litro per il diesel e oltre 1,8 per la benzina; l’11,4% dei distributori ha addirittura alzato i prezzi.

Promesse disattese

Il dato è lontanissimo dagli obiettivi annunciati urbi et orbi dal .
«Tagliamo 25 centesimi al litro», aveva dichiarato Giorgia Meloni al al termine del che ha approvato il decreto. Altrettanto soddisfatto Matteo , che aveva definito la misura un «sostanzioso aiuto» che avrebbe reso l’Italia uno dei paesi con i prezzi dei carburanti tra i più vantaggiosi d’. E invece…

Il monitoraggio

Secondo il Codacons il taglio medio dei listini si aggira attorno -14,5 centesimi di euro al litro, a fronte di -24,4 centesimi di minori accise. Una differenza da 9,9 centesimi al litro, che su un pieno da 50 litri costa quasi 5 euro agli automobilisti.
Oltre al taglio delle accise, il decreto prevede una misura anti-speculazione che affida all’autorità garante in materia (Mr Prezzi) il monitoraggio dei prezzi dei carburanti e la segnalazione di eventuali anomalie alla Guardia di e all’Antitrust. Si spera dunque che inizino presto a fioccare denunce e . Intanto, però, due giorni dei venti totali in cui avrà effetto il decreto sono già passati invano.

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