Capri si è fermata per l’ultimo saluto a Peppino di Capri, morto ieri a 86 anni dopo una lunga malattia. I funerali del cantante si sono aperti nella chiesa di Santo Stefano, gremita di cittadini, amici e ammiratori. All’ingresso del feretro, in legno chiaro e coperto di rose gialle, sono risuonate le note dell’Aria sulla quarta corda di Johann Sebastian Bach.
Il feretro accompagnato dai figli
Ad accompagnare la bara sono stati i figli dell’artista, mentre nella chiesa, l’antica ex cattedrale a pochi passi dalla Piazzetta, erano presenti anche rappresentanti delle istituzioni e del mondo dello spettacolo. Tra loro il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis. I funerali sono stati officiati dal parroco don Pasquale Irolla.
Per permettere a tutti di seguire la cerimonia, è stato allestito un maxischermo nella Piazzetta. I bar hanno sospeso l’attività, ritirando sedie e tavolini in segno di lutto, mentre l’intera isola si è raccolta attorno alla famiglia Faiella.
Il lutto cittadino
Il sindaco Paolo Falco ha proclamato il lutto cittadino per la giornata del 12 luglio e disposto l’annullamento degli eventi comunali. Prima dei funerali, la camera ardente era stata allestita nella sala consiliare del Municipio, dove per tutto il pomeriggio cittadini capresi, turisti e semplici ammiratori hanno reso omaggio all’uomo che più di ogni altro ha legato il proprio nome a Capri.
Sulle strade dell’isola sono comparsi manifesti funebri con i versi de Il Sognatore: «E vado via, là dove il cielo scende in fondo al mare…». Parole che, nelle ore dell’addio, sono diventate il saluto collettivo a uno degli interpreti più riconoscibili della musica italiana.
Il ricordo del figlio Edoardo
A spiegare il significato di quel brano è stato il figlio Edoardo Faiella, poco prima dell’uscita del feretro dalla camera ardente.
«Ultimamente mi sono legato al brano Il sognatore perché poco prima che morisse gli avevo chiesto quale fosse la sua canzone preferita delle oltre 500 che aveva inciso, e lui mi ha risposto Il sognatore. Adesso l’ascolto con orecchie diverse. È un po’ una sua autobiografia, perché c’è malinconia, però c’è anche eleganza, c’è papà».
Il cordoglio del mondo dello spettacolo
La morte di Peppino di Capri, nato Giuseppe Faiella, ha suscitato messaggi di cordoglio da parte di artisti, colleghi e istituzioni. Lo hanno ricordato Massimo Ranieri, Carlo Conti, Renato Zero, Gianni Morandi e il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi.
Iva Zanicchi lo ha definito «la colonna sonora della mia gioventù», ricordandolo non solo come artista ma come «un uomo solido, perbene e di grande valore». Carlo Conti gli ha dedicato un saluto sui social: «Ciao Peppino, ci hai fatto ballare con il twist, ci hai fatto emozionare ed innamorare con le tue canzoni… con te un grande amore e niente più».
Una voce legata a Capri
Con Peppino di Capri se ne va una figura che ha attraversato decenni di musica italiana senza separarsi mai davvero dalla sua isola. Dal twist alle grandi melodie sentimentali, dalle tournée internazionali ai festival, la sua storia artistica è rimasta intrecciata a quella di Capri.
Per questo per i suoi concittadini l’addio di oggi non è stato soltanto il funerale di un cantante. È stato il saluto dell’isola a uno dei suoi simboli più conosciuti nel mondo.
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