mercoledì 15 Luglio 2026
Mario Adinolfi. Foto dal suo profilo Facebook.

Mario Adinolfi, leader del Popolo della Famiglia, è stato arrestato per truffa milionaria

Attraverso il suo circuito di scommesse, Adinolfi avrebbe raccolto illegalmente circa cinque milioni di euro. La Procura di Roma gli contesta anche i reati di evasione fiscale ed esercizio abusivo della raccolta del risparmio

Di Redazione
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

Mario Adinolfi, e leader del Popolo della , è stato dalla Guardia di Finanza e posto ai domiciliari. La di Roma gli contesta truffa, evasione fiscale, esercizio abusivo della raccolta del risparmio e abusivismo finanziario. Al dell’inchiesta c’è la cosiddetta “Scommessa Collettiva”, un circuito promosso anche attraverso i network: i partecipanti avrebbero consegnato denaro ad Adinolfi nella convinzione di entrare in un betting group legato alle scommesse sportive.

Le contestazioni

Secondo la ricostruzione degli investigatori, il presunto sistema avrebbe prodotto introiti illegali vicini ai cinque milioni di . A questo si aggiungerebbe una presunta evasione fiscale da circa 400mila euro.
Secondo l’accusa, agli aderenti venivano prospettati rendimenti elevati e garantiti, superiori a quelli normalmente offerti dal mercato finanziario. Il sistema sarebbe stato presentato come fondato su presunti algoritmi e strategie di scommessa considerate infallibili.
Proprio l’affidabilità attribuita alla figura di Adinolfi, unita alla promessa di consistenti, avrebbe convinto molte persone a versare somme ingenti. In alcuni casi, spiegano gli investigatori, gli importi affidati avrebbero superato i 100mila euro per singola vittima.

Le denunce

Le indagini sono partite da diverse denunce e querele presentate da persone che avevano affidato denaro ad Adinolfi. I partecipanti acquistavano «quote» della Scommessa Collettiva, ma non avrebbero poi ottenuto, in tutto o in parte, la restituzione delle somme versate né la remunerazione promessa.
Dalla ricostruzione delle movimentazioni finanziarie sui conti correnti dell’indagato negli ultimi cinque anni, la Guardia di Finanza ha accertato una raccolta superiore a 4,7 milioni di euro. Solo una parte di queste somme, secondo gli investigatori, sarebbe risultata collegata ad attività di scommesse sportive. La quota più consistente dei fondi ricevuti sarebbe invece stata destinata ad altri utilizzi.

L’ordinanza del gip

«Si deve rimarcare la scaltrezza, la pervicacia, la spregiudicatezza nella complessiva elaborazione ed attuazione del progetto criminoso», scrive il gip nell’ordinanza cautelare a carico di Mario Adinolfi. E prosegue: «Pur a fronte di movimentazioni finanziarie per importi assai considerevoli, nell’ordine di centinaia di migliaia di euro, rilevate su conti correnti a lui riferibili e direttamente intestati, (Adinolfi) non risulta proprietario di immobili né titolare di partecipazioni sociali e nemmeno di cariche di rappresentanza all’interno di enti commerciali. Risulta solo intestatario di un’auto».

«Soldi spesi per all’estero e acquisto di beni di lusso»

Per il gip, Adinolfi ha «speso ingenti somme di denaro (raccolte attraverso lo svolgimento della abusiva attività in esame) anche e soprattutto per l’acquisto di beni voluttuari, spese personali per beni di lusso quali, ad esempio, l’acquisto di orologi nonché viaggi all’estero (Maldive ed Egitto), quadri ed imbarcazioni. Tra questi beni mobili registrati (imbarcazioni ed automobili) che stranamente (eccetto l’autovettura) non sono riconducibili alla persona fisica di Adinolfi benché siano stati dallo stesso acquistati con denaro proveniente dai propri conti correnti. Risulterebbero inoltre conti correnti dell’indagato all’estero sui quali sono in corso ».

Seguite La Sintesi sui nostri social!

Potrebbe anche piacerti

error: © Riproduzione riservata